di Redazione

La tregua era stata bloccata in risposta a un attacco attribuito ad Hamas. Gli USA ribadiscono l’importanza della tregua ma avvertono: mantenerla sarà complicato

Dopo ore di tensione e bombardamenti, il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza è stato ripristinato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato la riapertura dei valichi e la ripresa delle consegne di aiuti umanitari, sospesi a seguito di un presunto attacco delle milizie palestinesi contro le truppe israeliane nell’area di Rafah. Secondo fonti israeliane, le forze dell’IDF erano impegnate in operazioni di smantellamento di infrastrutture terroristiche quando sono state colpite. La distribuzione degli aiuti dovrebbe riprendere regolarmente già da domani mattina.

La fragile tregua è stata interrotta in seguito a raid aerei dell’IDF nel sud di Gaza, lanciati come risposta a un attacco condotto, secondo l’esercito israeliano, da “agenti terroristici” contro le sue forze terrestri. La decisione di interrompere gli aiuti e chiudere i valichi è stata presa direttamente da Netanyahu, spinto anche dalla pressione interna, con esponenti dell’ultradestra, come il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che chiedevano la ripresa delle operazioni militari su larga scala. In parallelo, l’IDF ha avviato la demarcazione fisica della cosiddetta “Linea Gialla”, erigendo blocchi di cemento e segnaletica per delimitare l’area sotto controllo militare israeliano.

Sul fronte internazionale, il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance ha commentato la situazione, riconoscendo le difficoltà nel mantenere una tregua stabile. “Ci saranno momenti in cui Hamas aprirà il fuoco, e Israele dovrà rispondere”, ha dichiarato, sottolineando però che questa resta la miglior opportunità per una pace sostenibile. Secondo quanto riportato dal giornalista Barak Ravid di Axios, l’amministrazione americana ha esercitato forti pressioni su Israele affinché revocasse il blocco degli aiuti, e sta lavorando per evitare un’escalation ulteriore. Washington avrebbe inoltre avvisato gli altri garanti della tregua di una possibile imminente violazione da parte di Hamas, che però ha negato ogni responsabilità, accusando invece Israele di sostenere bande armate operative nella Striscia.

Il quadro resta dunque estremamente instabile: la tregua è stata ristabilita, ma appare appesa a un filo, tra raid mirati, dichiarazioni bellicose e sforzi diplomatici che, per ora, riescono solo a contenere un conflitto che rischia di riesplodere in ogni momento.

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