di Corinna Pindaro
Donald Trump accusa Gustavo Petro di sostenere il narcotraffico e sospende gli aiuti USA alla Colombia. Cresce la crisi diplomatica tra Washington e Bogotà
La frattura tra Washington e Bogotà si allarga dopo le parole esplosive di Donald Trump. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha
definito Gustavo Petro “un leader del narcotraffico illegale”, accusandolo di favorire la produzione di droga in tutta la Colombia.
Trump ha annunciato che tutti i pagamenti e i sussidi americani destinati al governo colombiano saranno sospesi, denunciando come “una truffa a lungo termine” il sostegno economico concesso negli anni da Washington. Secondo il presidente statunitense, Petro “non ha fatto nulla per fermare il traffico di droga”, lasciando prosperare le coltivazioni illegali nonostante gli aiuti finanziari concessi.
La risposta di Bogotà e la crisi diplomatica in corso
Le dichiarazioni di Trump arrivano in un clima già carico di tensione. Il presidente colombiano Gustavo Petro, leader di sinistra e figura controversa sulla scena internazionale, è da tempo nel mirino dell’amministrazione americana.
Nelle scorse settimane, il Dipartimento di Stato aveva revocato il visto personale di Petro, accusandolo di “azioni sconsiderate e incendiari”. La decisione ha segnato un ulteriore punto di rottura nei rapporti tra i due Paesi.
A inasprire il confronto era stato un episodio avvenuto a New York, dove Petro, durante una manifestazione, aveva esortato i soldati americani a “disobbedire agli ordini di Trump”, un gesto interpretato da Washington come un attacco diretto al potere presidenziale e alla disciplina militare statunitense.
Dallo scontro politico alla diplomazia ferita
Già a settembre, il presidente colombiano aveva portato lo scontro su scala internazionale. Davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Petro aveva chiesto un’indagine penale contro Trump e altri funzionari americani, accusandoli di aver autorizzato raid aerei nei Caraibi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga.
Nel suo discorso, il leader colombiano aveva inoltre denunciato la “criminalizzazione della povertà e della migrazione” da parte del governo americano, alimentando un dibattito acceso sulla politica estera degli Stati Uniti in America Latina.
Un rapporto ai minimi storici
Dopo le ultime dichiarazioni di Trump, i rapporti diplomatici tra i due Paesi appaiono ormai compromessi. Analisti politici sottolineano come la decisione di bloccare i fondi americani potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia e sulla sicurezza colombiana, in particolare nella lotta al narcotraffico e nel sostegno alle aree rurali.
Per ora, né la Casa di Nariño né il ministero degli Esteri colombiano hanno rilasciato commenti ufficiali, ma le parole di Trump rischiano di aprire una nuova fase di gelo nei rapporti storicamente complessi tra Washington e Bogotá, segnando uno dei momenti di maggiore tensione diplomatica degli ultimi anni.
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