di Mario Tosetti
Scopri come aderire alla nuova rottamazione delle cartelle fiscali 2026: chi può partecipare, cosa si paga, come rateizzare e le scadenze fino al 2035
Con la manovra economica 2026, il governo introduce una nuova misura di definizione agevolata: la Rottamazione Quinquies. Si tratta di una possibilità per i contribuenti di mettersi in regola con i propri debiti verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando in un’unica soluzione o tramite un piano di rateizzazione fino a 54 rate bimestrali (pari a nove anni).
La procedura partirà nel 2026 e resterà attiva fino al 2035.
Chi può aderire alla nuova rottamazione
La misura riguarda i carichi fiscali affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Potranno quindi aderire tutti i contribuenti con cartelle rientranti in questo periodo, purché abbiano regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi.
Restano esclusi coloro che non hanno mai dichiarato i propri redditi o che sono stati oggetto di accertamenti fiscali.
Rientrano invece nella definizione agevolata anche i debiti legati al mancato versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e i contributi previdenziali non versati all’INPS, a condizione che non derivino da accertamenti.
Alla rottamazione potranno inoltre aderire gli enti locali e i contribuenti che avevano già partecipato alle precedenti sanatorie, come la Rottamazione ter, la quater o il saldo e stralcio 2018, purché in regola con i versamenti effettuati fino al 30 settembre 2025.
Cosa si paga e cosa viene cancellato
Chi aderisce dovrà versare solo il capitale dovuto, cioè l’importo originario del tributo non pagato, oltre alle spese di notifica e di procedura esecutiva.
Saranno invece cancellati:
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gli interessi e le sanzioni,
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gli interessi di mora,
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l’aggio di riscossione,
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e le cosiddette sanzioni civili sui crediti previdenziali.
In pratica, il contribuente potrà estinguere il debito pagando soltanto la tassa effettiva dovuta, senza i costi aggiuntivi maturati nel tempo.
Le modalità di pagamento: unica soluzione o rate
Il saldo potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure in forma rateale, scegliendo fino a 54 rate bimestrali.
Le prime tre scadenze sono fissate per:
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31 luglio 2026 (prima rata o pagamento unico),
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30 settembre 2026,
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30 novembre 2026.
Dal 2027 in poi, le rate cadranno regolarmente a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ogni anno.
L’ultima rata dovrà essere versata entro il 31 maggio 2035.
I pagamenti potranno essere effettuati tramite addebito bancario, bollettini precompilati o presso gli sportelli dell’agente della riscossione.
Come presentare la domanda di adesione
Per aderire alla Rottamazione Quinquies sarà necessario presentare una dichiarazione telematica all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2026.
L’Agenzia pubblicherà le istruzioni e i moduli ufficiali sul proprio sito entro il 20 gennaio 2026, ossia 20 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio.
Nella domanda il contribuente dovrà specificare:
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se intende pagare a rate e in quante,
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se ci sono giudizi pendenti sulle cartelle oggetto di rottamazione.
In caso di contenziosi aperti, il richiedente dovrà impegnarsi a rinunciare ai ricorsi, e il giudice potrà sospendere il procedimento fino al pagamento della prima rata.
Il debito sarà considerato estinto una volta completati tutti i versamenti previsti.
Stop a ipoteche, fermi e azioni esecutive
Dal momento della presentazione della domanda, saranno sospesi i termini di prescrizione e decadenza dei carichi inclusi nella rottamazione.
Fino alla scadenza della prima o unica rata, saranno inoltre bloccate le azioni esecutive come fermi amministrativi o ipoteche, e sospesi gli obblighi di pagamento legati a precedenti definizioni agevolate.
Restano validi solo i fermi e le ipoteche già iscritti prima della presentazione della domanda.
Quando si decade dalla rottamazione
Il contribuente perderà il beneficio della Rottamazione Quinquies in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure della rata unica se non si sceglie la rateizzazione.
In tal caso, l’intero debito tornerà esigibile con sanzioni e interessi.
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