di Carlo Longo
È morta a Roma Sofia Corradi, la “mamma Erasmus”. Ideatrice del programma di scambio universitario europeo, ha rivoluzionato l’educazione e la mobilità studentesca in Europa
Si è spenta nella notte a Roma Sofia Corradi, professoressa di Scienze dell’Educazione all’Università Roma Tre e conosciuta in tutto il mondo come la “mamma Erasmus”. A dare la notizia è stata la famiglia, che l’ha ricordata come una donna “di straordinaria energia e generosità intellettuale e affettiva”.
Con la sua visione e la sua tenacia, Corradi è stata la mente che ha dato vita al programma di mobilità studentesca più celebre e duraturo d’Europa, l’Erasmus, grazie al quale milioni di giovani hanno potuto studiare e formarsi in altri Paesi dell’Unione.
Dalle aule di Roma alle università del mondo
La carriera di Sofia Corradi è stata segnata da un profondo impegno per il diritto allo studio come diritto umano universale. Dopo la laurea in Giurisprudenza con lode all’Università “La Sapienza” di Roma, ottenne una borsa di studio Fulbright e frequentò la Columbia University di New York, dove conseguì il Master in Comparative Law presso la Graduate School of Law.
In seguito, svolse attività di ricerca in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, l’Accademia di Diritto Internazionale dell’Aja e la London School of Economics.
Il suo lavoro ha sempre unito la prospettiva accademica all’impegno sociale, contribuendo a plasmare un nuovo modo di concepire l’università come luogo di dialogo e integrazione europea.
L’intuizione che cambiò il volto dell’università
Corradi amava raccontare che l’idea dell’Erasmus nacque da un episodio di frustrazione accademica.
Nel 1959, ancora studentessa di Giurisprudenza, ottenne la borsa Fulbright per studiare negli Stati Uniti. Alla Columbia University fu considerata una laureata a tutti gli effetti e poté completare un master post-laurea. Tornata in Italia, chiese il riconoscimento del titolo conseguito, ma trovò davanti a sé solo scetticismo e sarcasmo: «Columbia University? Mai sentita nominare», le disse un impiegato universitario.
Quel giorno, raccontò anni dopo, capì che il riconoscimento reciproco dei titoli universitari in Europa era una sfida necessaria. Da quell’indignazione nacque la sua battaglia per costruire un sistema accademico senza barriere, culminata, decenni più tardi, nella creazione del programma Erasmus.
Un’eredità che continua
Grazie alla sua visione, l’Erasmus è oggi una realtà consolidata e simbolo dell’Europa unita.
Dal 1987 a oggi, oltre dieci milioni di studenti hanno partecipato al programma, vivendo esperienze che hanno trasformato la loro formazione e la loro vita personale.
Sofia Corradi non è stata solo un’accademica, ma una pioniera dell’integrazione culturale e della cooperazione internazionale. La sua eredità continuerà a vivere in ogni giovane che attraversa le frontiere per studiare, imparare e crescere, portando avanti l’ideale di un’Europa fondata sulla conoscenza e sul dialogo.
Un’icona dell’educazione europea
La “mamma Erasmus” lascia un segno indelebile nel mondo dell’istruzione.
Il suo lavoro ha insegnato che l’educazione è il linguaggio più potente per unire i popoli, e che ogni studente ha diritto a varcare i confini del proprio Paese per scoprire il mondo.
Con la sua scomparsa, l’Europa perde una delle sue menti più illuminate, ma il sogno di Sofia Corradi continuerà a vivere in ogni generazione di studenti Erasmus.
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