di Emilia Morelli

Donald Trump e Vladimir Putin si vedranno a Budapest per discutere la fine della guerra in Ucraina. Il summit sarà ospitato da Viktor Orbán. Zelensky in visita alla Casa Bianca

trump putinIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin si incontreranno presto a Budapest, in Ungheria, per valutare la possibilità di mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina.
Ad annunciarlo è stato lo stesso Trump, dopo una lunga e “produttiva” conversazione telefonica con il capo del Cremlino. Secondo il presidente americano, durante il colloquio “sono stati fatti grandi progressi” in vista di un possibile cessate il fuoco.

Prima del faccia a faccia, è previsto un vertice tecnico tra i consiglieri di alto livello dei due Paesi, guidati dal segretario di Stato americano Marco Rubio e dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

La scelta di Budapest: un nuovo terreno diplomatico europeo

L’incontro tra Trump e Putin avverrà in Europa, nella capitale ungherese, scelta non casuale. Il premier Viktor Orbán, da tempo vicino politicamente a entrambi i leader, ha confermato la disponibilità del suo Paese a ospitare il vertice.

“L’Ungheria è l’isola della pace. Siamo pronti ad accogliere i presidenti americano e russo”, ha dichiarato Orbán in un post sui social.

Il vertice a Budapest segue quello di Alaska, primo confronto diretto tra Washington e Mosca sotto la nuova amministrazione Trump, e rappresenta un passo ulteriore nel tentativo di riaprire un canale diplomatico dopo oltre tre anni di conflitto.

Zelensky alla Casa Bianca: sul tavolo i missili Tomahawk

L’annuncio del vertice arriva alla vigilia della visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca.
Secondo fonti statunitensi, il tema principale del colloquio con Trump sarà la fornitura di missili da crociera Tomahawk a Kiev, un’ipotesi che ha già scatenato l’ira di Mosca.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avvertito che tale mossa rappresenterebbe “un grave inasprimento dei rapporti tra Russia e Stati Uniti”, portando la situazione “su un altro piano”.
Trump, però, ha precisato che con Putin si è discusso anche di commercio bilaterale e cooperazione futura: “Abbiamo parlato di pace e di scambi economici. Putin si è congratulato con noi per i progressi in Medio Oriente”, ha scritto il presidente su Truth Social.

Il Cremlino: “Colloquio franco e basato sulla fiducia”

Da Mosca arrivano toni prudenti ma ottimistici.
Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha definito la telefonata tra Trump e Putin “franca e basata sulla fiducia”, sottolineando che si è trattato di una “conversazione sostanziale e confidenziale”.

Il Cremlino ha ribadito che l’eventuale invio dei missili Tomahawk “non cambierebbe la situazione sul fronte ucraino ma danneggerebbe le relazioni bilaterali”.
Nei prossimi giorni, spiega Ushakov, “una telefonata tra Rubio e Lavrov definirà i dettagli e la tempistica del vertice di Budapest”.

La situazione sul campo: nuovi attacchi e blackout in Ucraina

Mentre si moltiplicano i segnali di distensione diplomatica, la guerra sul terreno non accenna a fermarsi.
Zelensky ha denunciato una nuova ondata di attacchi missilistici e droni russi contro infrastrutture civili ed energetiche.

Secondo il leader ucraino, “oltre 300 droni e 37 missili, molti dei quali balistici”, sono stati lanciati contro varie regioni, tra cui Vinnytsia, Sumy e Poltava.
Le autorità ucraine hanno inoltre imposto interruzioni di corrente a livello nazionale, a causa dei gravi danni alla rete elettrica.

Anche la Russia ha riferito di un attacco ucraino con droni contro un impianto energetico nella regione di Volgograd, dove un incendio ha colpito una sottostazione elettrica.

Uno spiraglio per la pace

Il previsto incontro di Budapest potrebbe segnare un momento chiave per i negoziati sulla pace.
Dopo mesi di escalation e di scambi di accuse, la diplomazia internazionale guarda con attenzione al tentativo di riaprire un dialogo diretto tra le due superpotenze.

Tuttavia, le tensioni restano elevate: l’esito del vertice dipenderà non solo dalla volontà di Trump e Putin, ma anche dalla posizione di Kiev e dal coinvolgimento degli alleati della NATO.

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