di Martina Esposito

Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere nella tarda serata a Pomezia, vicino all’abitazione del giornalista. Indagano i Carabinieri e la DDA, che ipotizzano l’aggravante mafiosa. Ampia solidarietà dal mondo politico e istituzionale

Un ordigno rudimentale, contenente circa un chilo di esplosivo, è stato fatto esplodere nella tarda serata del 16 ottobre davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, noto giornalista e conduttore della trasmissione Report. L’esplosione ha danneggiato gravemente la sua auto, quella della figlia e una porzione della villetta adiacente. Nessuno è rimasto ferito, ma la potenza della deflagrazione avrebbe potuto avere conseguenze letali.

Un ordigno rudimentale ma devastante

Secondo i primi rilievi tecnici, l’ordigno non è stato attivato da remoto né da un timer: sarebbe stato collocato con miccia già accesa tra due vasi, vicino al cancello dell’abitazione. La posizione fa pensare a un atto volutamente dimostrativo, ma comunque pericolosissimo.

«La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento», ha dichiarato la redazione di Report sui propri profili social, spiegando che l’auto di Ranucci è “saltata in aria”, danneggiando anche quella della figlia e parte della casa accanto.

Le forze dell’ordine – Carabinieri, Digos, Vigili del fuoco e Scientifica – hanno immediatamente avviato le indagini. I resti dell’ordigno sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad analisi chimiche per determinarne la composizione. Intanto si cercano immagini utili dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

Ranucci: “Un salto di qualità preoccupante”

Il giornalista, sotto scorta dal 2014 per minacce ricevute da ambienti mafiosi, ha sporto denuncia nella sede dei Carabinieri di via Trionfale. Uscendo dalla caserma, ha sottolineato il clima di intimidazione in cui si trova da tempo. Ancora più inquietante è il dettaglio fornito dallo stesso conduttore: «Mia figlia ha parcheggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto», ha raccontato all’ANSA. Una coincidenza che rende il gesto ancor più grave, oltre a confermare l’intenzione intimidatoria.

«C’è una lista infinita di minacce, di varia natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria. I ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto», ha dichiarato Ranucci, aggiungendo: «Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante, perché è successo davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili». Ranucci ha però voluto rimarcare la sua fiducia nelle istituzioni: «Mi sento tranquillo, nel senso che lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi».

Solidarietà istituzionale: “Difendere la libertà di stampa”

La notizia dell’attentato ha suscitato una reazione unanime da parte delle istituzioni. In una nota ufficiale, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato: «Piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere».

Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato con fermezza l’episodio: «Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi». Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di “un fatto di una gravità inaudita e inaccettabile”, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso «ferma condanna per il grave atto intimidatorio» e «piena solidarietà» a Ranucci e alla sua famiglia.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha garantito un rafforzamento delle misure di protezione: «Un gesto gravissimo che rappresenta un attacco non solo alla persona ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia. Ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura a sua protezione».

Dure anche le parole della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha definito l’attentato «un attacco vile e pericoloso a una persona già sotto scorta per aver svolto il suo lavoro di giornalista d’inchiesta». «Non possiamo accettare alcuna intimidazione al giornalismo d’inchiesta. Sia fatta piena luce sui responsabili e sulla matrice di questo gravissimo attentato», ha dichiarato, esprimendo «la massima solidarietà e vicinanza mia e di tutto il Partito Democratico».

La Rai: “Respingiamo ogni minaccia contro il Servizio Pubblico”

In una nota ufficiale, l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha espresso la vicinanza dell’intera azienda al conduttore di Report: «La Rai si stringe al fianco di Sigfrido Ranucci ed esprime massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio».

La nota prosegue ricordando che «il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo». «L’essenza vitale della nostra democrazia è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano».

Ipotesi mafia: indaga l’antimafia di Roma

La Procura distrettuale antimafia di Roma ha aperto un’inchiesta per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. A coordinarla è il PM Carlo Villani, sotto la supervisione dell’aggiunto Ilaria Calò. Le autorità stanno ora esaminando tutti gli elementi raccolti, in attesa di ulteriori informative da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Ordigno contro Sigfrido Ranucci: esplosione davanti casa del giornalista di Report proviene da Associated Medias.