di Corinna Pindaro
La legge di bilancio 2026 da 18 miliardi introduce taglio Irpef, flat tax, nuovi bonus per famiglie e imprese e correttivi sulle pensioni. Ecco cosa cambia
Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio 2026, una manovra da 18 miliardi di euro, finanziata per 10 miliardi attraverso minori spese e per 8 miliardi con nuove entrate. Il governo Meloni definisce il provvedimento “selettivo”, puntando su misure mirate: riduzione dell’Irpef, incentivi a famiglie e imprese, fondi per la sanità e aggiustamenti al sistema pensionistico. Una manovra che, secondo le prime reazioni, rischia però di scontentare più di una categoria, dal settore bancario ai lavoratori pubblici.
Flat tax e sgravi fiscali per rilanciare i contratti
Il cuore della riforma fiscale è la flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali per i dipendenti del settore privato con redditi fino a 28mila euro. L’obiettivo è stimolare i rinnovi e sostenere i salari accessori. La misura copre i contratti siglati nel triennio 2026-2028, ma include anche quelli già firmati nel 2025, come nel comparto metalmeccanico.
Il costo per lo Stato sarà di 2 miliardi nel primo anno, in calo progressivo fino a 245 milioni. Per il pubblico impiego è previsto invece uno sconto fiscale sui compensi accessori.
Pensioni: aumenti minimi e scalini più morbidi
Il capitolo pensioni vale complessivamente 3,6 miliardi in tre anni. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che l’aumento dell’età pensionabile sarà “a scalini”: un mese in più dal 2027 e due mesi dal 2028. Tuttavia, lo stop all’innalzamento varrà solo per i lavoratori impiegati in mansioni gravose e usuranti, mentre i precoci ne resteranno esclusi.
Previsti anche piccoli aumenti per le pensioni minime: 20 euro al mese in più per gli assegni sociali degli over 70, a fronte di rialzi minimi nel 2025.
Taglio Irpef: vantaggi per il ceto medio
La misura di punta della manovra è la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro. L’intervento vale circa 9 miliardi nel triennio e garantisce un beneficio che può arrivare fino a 440 euro annui.
Il taglio è pensato per sostenere il ceto medio e incentivare la produttività, mentre restano esclusi i redditi superiori ai 200mila euro. Prevista anche una nuova “rottamazione quinquies” delle cartelle fiscali, rateizzabile in 54 rate bimestrali, senza maxi rata iniziale.
Sanità: fondi aggiuntivi e obiettivi di legislatura
Alla sanità vanno 2,4 miliardi aggiuntivi per il 2026. Il Fondo sanitario nazionale salirà così a 140,6 miliardi, con un incremento complessivo di circa 30 miliardi entro la fine della legislatura. “Manteniamo più di quanto promesso”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, annunciando il potenziamento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico.
Famiglie, Isee e bonus mamme: più sostegno al welfare
Il pacchetto sociale vale 4 miliardi in tre anni, di cui 1,6 miliardi nel 2026. La Social Card “Dedicata a te” sarà prorogata per altri due anni. Viene inoltre riformato l’Isee, con l’esclusione della prima casa dal calcolo fino a un certo valore catastale e una revisione delle scale di equivalenza per i nuclei con due o più figli.
Aumenta anche il bonus mamme lavoratrici, che passa da 40 a 60 euro mensili per chi ha due figli e un reddito inferiore a 40mila euro. Finanziata infine la riforma per i caregiver familiari.
Casa, imprese e investimenti: proroghe e nuovi incentivi
Confermato per il 2026 il bonus casa con detrazioni del 50% per la prima abitazione e del 36% per la seconda. Le imprese beneficeranno di 7,4 miliardi in tre anni: tornano gli incentivi di Industria 4.0, con super e iper ammortamento, e viene rifinanziata la legge Sabatini.
Istituito un fondo sentenze da 2,1 miliardi per coprire eventuali contenziosi europei, come quello con Tim. Alla sicurezza e agli enti locali vanno 3,8 miliardi ciascuno, mentre gli investimenti pubblici riceveranno 5 miliardi concentrati nel biennio 2027-2028.
Una manovra prudente che punta alla stabilità
La legge di bilancio 2026 appare prudente e calibrata, più orientata alla stabilità che a grandi riforme. Il governo punta a sostenere il ceto medio e le famiglie, evitando scossoni ai conti pubblici. Tuttavia, molti osservatori sottolineano che la manovra, pur contenendo misure sociali e fiscali, lascia irrisolte alcune questioni strutturali: la crescita dei salari, la precarietà e il nodo pensionistico.
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