di Emilia Morelli
Approvato dal governo il Documento programmatico di bilancio 2026: taglio dell’Irpef per il ceto medio, rottamazione delle cartelle 2023, 2 miliardi per i salari e 4 miliardi per le imprese. Tutte le novità della manovra
Il governo Meloni ha approvato il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che sarà trasmesso a Bruxelles entro domani. Il testo delinea la road map della manovra economica 2026, stimata in circa 18 miliardi di euro l’anno nel triennio 2026-2028.
Le principali misure prevedono un taglio dell’Irpef per il ceto medio, una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, investimenti a sostegno di salari e imprese e interventi mirati su sanità, famiglia e pensioni.
Sostegno ai salari e bonus edilizi
Per contrastare l’aumento del costo della vita, la manovra stanzia 2 miliardi di euro nel 2026 destinati all’adeguamento dei salari. Il governo conferma anche i bonus edilizi: detrazione al 50% per la ristrutturazione della prima casa e al 36% per la seconda abitazione.
Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’obiettivo è “rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere la domanda interna, senza compromettere la sostenibilità della finanza pubblica”.
Taglio dell’Irpef per il ceto medio
La nuova legge di bilancio prevede un taglio dell’aliquota Irpef intermedia, che passerà dal 35% al 33%. La misura, dal costo complessivo di 9 miliardi di euro in tre anni, interesserà i lavoratori con redditi tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui, generando un beneficio massimo di circa 440 euro l’anno.
Il governo punta così a sostenere la classe media e a stimolare la ripresa dei consumi interni.
Rottamazione delle cartelle: verso la “pace fiscale”
La manovra introduce una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali relative all’anno 2023. Secondo le ipotesi del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), i pagamenti potranno essere dilazionati in 108 rate su 9 anni.
Saranno esclusi i contribuenti che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi, mentre rientreranno coloro che hanno pendenze pregresse con l’Agenzia delle Entrate.
Imprese e innovazione: tornano i superammortamenti
Per il settore produttivo, il governo stanzia 4 miliardi di euro per il sostegno agli investimenti e all’innovazione. Torna il superammortamento sui beni strumentali, insieme al credito d’imposta per le aziende situate nelle zone economiche speciali (ZES) e nelle zone logistiche semplificate (ZLS), con fondi pari a 100 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
Prorogate inoltre fino al 31 dicembre 2026 le misure di sterilizzazione di plastic e sugar tax e rifinanziata la Nuova Sabatini a sostegno delle piccole e medie imprese.
Famiglia, ISEE e politiche sociali
Il pacchetto sociale della manovra prevede 3,5 miliardi di euro nel triennio per il sostegno alle famiglie e la lotta alla povertà.
Confermati i tre mesi di congedo parentale all’80% e introdotto un fondo previdenziale per i nuovi nati.
Prevista anche una revisione delle regole per il calcolo dell’ISEE, con modifiche sul valore catastale dell’abitazione (stimato a 75.000 euro) e sulle scale di equivalenza, per un impatto economico di circa 500 milioni di euro annui.
Sanità: nuove assunzioni e finanziamenti aggiuntivi
Il comparto sanitario riceve 2,4 miliardi di euro nel 2026 e 2,65 miliardi per il biennio successivo, che si aggiungono ai fondi già stanziati nelle precedenti leggi di bilancio (oltre 5 miliardi nel 2026-2027 e quasi 7 miliardi nel 2028).
Buona parte delle risorse sarà destinata alle assunzioni di personale sanitario, con l’obiettivo di potenziare i servizi e ridurre le liste d’attesa.
Pensioni e tassa di soggiorno
Tra le novità anche un possibile congelamento dell’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2027, misura che potrebbe però essere selettiva e limitata ai lavori usuranti o precoci.
Per i Comuni, prorogata al 2026 la maggiorazione della tassa di soggiorno, con il 70% del gettito vincolato a impieghi locali e il restante 30% destinato al fondo per la disabilità e l’assistenza ai minori.
Coperture: banche e spending review nel mirino
Le coperture finanziarie arriveranno principalmente da banche e assicurazioni, chiamate a contribuire per circa 4,5 miliardi di euro.
Ulteriori risorse saranno recuperate attraverso la spending review dei ministeri e la rimodulazione dei fondi del PNRR, ancora in fase di definizione.
Una manovra tra crescita e prudenza
La manovra 2026 si presenta come un compromesso tra sostegno alla crescita e rigore di bilancio.
Mentre il governo punta su misure fiscali e investimenti mirati per sostenere famiglie e imprese, resta alta l’attenzione sulla tenuta dei conti pubblici e sulle richieste di Bruxelles in materia di spesa e debito.
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