di Mario Tosetti
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lancia l’idea di Giorgia Meloni come futura Presidente della Repubblica. Renzi rilancia: “Se vince nel 2027, nel 2029 può andare al Quirinale”. Per ora la premier non commenta

L’ipotesi di Giorgia Meloni al Quirinale non è più solo un tema di retroscena. A portarla apertamente nel dibattito politico è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto alla Festa dell’Ottimismo 2025 organizzata da Il Foglio a Palazzo Vecchio, a Firenze.
“È donna, è giovane, sarebbe una bella cosa per tutto il Paese. Dopo il primo presidente del Consiglio donna, sarebbe bello avere anche il primo presidente della Repubblica donna nella persona di Giorgia Meloni”, ha dichiarato Piantedosi, rompendo un tabù e aprendo un nuovo scenario politico all’interno della maggioranza di governo.
Piantedosi: “Siamo felici di Mattarella, ma perché no in futuro?”
Il titolare del Viminale ha subito precisato di non voler accelerare i tempi, esprimendo pieno rispetto per l’attuale Capo dello Stato: “Siamo contentissimi di avere Sergio Mattarella al Quirinale per altri quattro anni, e altrettanto felici di avere Meloni a Palazzo Chigi per i prossimi sette”.
Poi, però, ha aggiunto una frase destinata a far discutere: “A tempo debito, perché no? Meloni potrebbe diventare Presidente della Repubblica. È giovane, ha tutto il tempo e ha dimostrato di saper interpretare in modo equilibrato e bilanciato ruoli istituzionali di grande responsabilità”.
Parole che, pur accompagnate da toni prudenti, hanno acceso il dibattito tra alleati e opposizioni, segnando la prima uscita pubblica di un ministro che evoca la premier come possibile successore di Mattarella.
Renzi rilancia: “Nel 2029 potrebbe salire al Quirinale”
Alla stessa manifestazione è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha raccolto la suggestione e l’ha rilanciata con una previsione precisa: “Se Meloni vince le elezioni nel 2027, nel 2029 può andare al Quirinale”.
Il leader di Italia Viva ha poi ricordato il “precedente mancato” di Silvio Berlusconi, spiegando che “ogni volta che vinceva, non c’erano le elezioni del Presidente della Repubblica. Poi le ha perse pochi mesi prima del rinnovo del Capo dello Stato”.
Con il suo intervento, Renzi ha dato un taglio pragmatico alla prospettiva, interpretandola non come una provocazione, ma come una possibile evoluzione naturale dello scenario politico dei prossimi anni.
Silenzio da Palazzo Chigi, ma l’idea fa discutere
Per ora Giorgia Meloni non ha commentato le dichiarazioni di Piantedosi né quelle di Renzi. Un silenzio prudente, in linea con il suo stile istituzionale, ma che non basta a spegnere le speculazioni.
Nel frattempo, all’interno della maggioranza, il tema divide: c’è chi legge l’ipotesi come un riconoscimento del profilo internazionale e istituzionale della premier, e chi la considera una mossa prematura, vista la distanza temporale dalle prossime elezioni presidenziali.
Un tabù politico appena infranto
L’intervento di Piantedosi ha aperto una nuova fase del dibattito politico, introducendo nel lessico pubblico l’idea di una possibile Meloni al Quirinale.
Se e quando accadrà è ancora presto per dirlo, ma il fatto stesso che se ne parli apertamente segna un cambio di prospettiva: per la prima volta, la possibilità di una donna Presidente della Repubblica italiana non appartiene più solo all’immaginario, ma entra ufficialmente nel campo del possibile.
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L’articolo Piantedosi apre all’ipotesi Meloni al Quirinale: “Sarebbe una bella cosa per l’Italia” proviene da Associated Medias.

