di Emilia Morelli
Irpef ridotta al 10% su aumenti e straordinari, nuovi incentivi al welfare aziendale e ritorno del silenzio-assenso sul Tfr: le novità della legge di bilancio 2026
La prossima legge di bilancio si preannuncia come una manovra centrata su riduzione delle tasse, incentivi al lavoro e rafforzamento del sistema pensionistico. Il Ministero del Lavoro, guidato da Marina Calderone, ha presentato le prime linee guida: Irpef ridotta al 10% su aumenti e straordinari, più spazio al welfare aziendale e nuove misure per la previdenza complementare.
Rinnovi contrattuali e aumenti di stipendio tassati al 10%
Gli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi siglati tra il 2026 e il 2028 godranno di una tassazione agevolata con aliquota Irpef al 10%, in luogo di quella ordinaria.
La misura mira a incentivare la contrattazione e ad accelerare la chiusura degli accordi, spesso bloccati per anni. Se il rinnovo dovesse tardare oltre 24 mesi dalla scadenza, scatterebbe un adeguamento automatico dei salari all’inflazione Ipca, fino a un massimo del 5% annuo.
Straordinari, notturni e festivi con tassazione agevolata
Novità anche per chi lavora di più o in orari scomodi. Gli straordinari, i turni notturni e i lavori festivi saranno tassati al 10% fino a un massimo di 4.000 euro l’anno, mantenendo invariati i contributi previdenziali.
La misura, che si aggiunge all’agevolazione sui premi di risultato, punta a valorizzare i lavoratori impegnati nei settori con orari disagiati o a turnazione continua.
Premi di risultato e fringe benefit: tetti più alti e più welfare
La soglia dei premi di risultato detassati sale da 3.000 a 4.000 euro annui, estendendo la possibilità dell’aliquota sostitutiva del 10% anche a chi percepisce redditi fino a 100 mila euro.
Sul fronte del welfare aziendale, i fringe benefit potranno essere esentati fino a 4.000 euro annui per i lavoratori con figli a carico (2.000 euro per gli altri). Se inseriti in piani di welfare contrattati, i limiti potranno raddoppiare per due anni.
Tuttavia, questi importi non contribuiranno alla pensione, se non attraverso versamenti volontari.
Previdenza complementare: ritorna il silenzio-assenso sul Tfr
Dal 1° aprile al 30 settembre 2026, i lavoratori potranno scegliere se destinare il proprio Tfr a un fondo pensione o mantenerlo in azienda. Chi non esprimerà alcuna preferenza sarà automaticamente iscritto, dal 1° ottobre 2026, alla forma collettiva prevista dal contratto di categoria.
A supporto, nascerà una piattaforma nazionale di previdenza complementare, con strumenti di simulazione personalizzati sulle prestazioni future.
L’obiettivo è rilanciare la previdenza integrativa e ampliare la partecipazione dei lavoratori più giovani.
Inclusione e formazione: più fondi per lavoratori fragili
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) sarà esteso anche ai componenti familiari esclusi dalla scala di equivalenza dell’Assegno di Inclusione (Adi). L’indennità potrà arrivare fino a 3.000 euro l’anno e sarà cumulabile con l’Adi, ma vincolata a percorsi formativi di almeno 25 ore settimanali.
Inoltre, chi ha già beneficiato dell’Adi per 18 mesi potrà rinnovarlo per altri 12, senza interruzioni.
Pensioni: confermate Quota 103, Opzione Donna e Ape Sociale
Sul fronte previdenziale, la manovra conferma per tutto il 2026 le tre vie di uscita anticipata introdotte negli ultimi anni:
-
Quota 103, con requisiti di 62 anni di età e 41 di contributi, assegno fino a quattro volte il minimo e finestra di 7-9 mesi.
-
Opzione Donna, valida per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2025, con ricalcolo contributivo e sconti per figli.
-
Ape Sociale, prorogata a fine 2026, per disoccupati, caregiver, invalidi e addetti a lavori gravosi, con assegno fino a 1.500 euro mensili.
Fondo Nuove Competenze diventa permanente
Il Fondo Nuove Competenze, creato durante la pandemia per finanziare la formazione dei lavoratori, sarà stabilizzato dal 2026. Lo stanziamento previsto è di 500 milioni di euro all’anno, prelevati dal Fondo sociale per occupazione e formazione.
L’obiettivo è rendere strutturale un meccanismo che ha permesso a migliaia di imprese di aggiornare le competenze del personale senza perdere produttività.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Legge di bilancio 2026: Irpef al 10%, incentivi ai rinnovi e rilancio della previdenza complementare proviene da Associated Medias.

