di Martina Esposito

La decisione arriva prima dell’eventuale accordo tra Israele e Hamas. Nonostante la mossa dell’IDF a nord della Striscia, la popolazione potrà ancora muoversi verso sud senza controlli

Nelle ore in cui si fa attendere la risposta di Hamas al piano Trump, l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha comunicato che a partire da mezzogiorno ora locale (le 11 in Italia), la strada costiera Rashid – una delle principali vie di accesso alla città da sud – sarà chiusa al traffico diretto verso il nord. La misura arriva in un momento che molti osservatori descrivono come potenzialmente decisivo per l’evoluzione della guerra.

Mentre l’ingresso verso Gaza City viene bloccato, lo spostamento verso sud resta consentito. L’esercito ha anche chiarito che i civili in fuga non saranno sottoposti a controlli militari lungo quel percorso. Secondo fonti israeliane, l’IDF prevede un aumento degli attacchi da parte delle milizie di Hamas nei prossimi giorni, una reazione anticipata alla crescente pressione militare sul terreno. Intanto, il flusso di sfollati continua a crescere. Le autorità israeliane stimano che oltre 800mila persone abbiano già lasciato Gaza City, rispondendo agli appelli ripetuti ad evacuare le zone più esposte ai combattimenti.

Sul fronte umanitario, fonti ospedaliere di Gaza – citate da Al Jazeera – riportano che almeno 17 persone sono rimaste uccise nelle ultime ore a seguito di nuovi attacchi aerei e bombardamenti. Si teme che il bilancio sia destinato a salire con l’intensificarsi delle operazioni. La città, ormai semidistrutta e svuotata, resta l’epicentro del conflitto. Ma con l’ombra di un possibile accordo all’orizzonte, si moltiplicano gli interrogativi sul futuro immediato della regione.

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