di Ennio Bassi

La decisione arriva dopo una lunga seduta e spiana la strada alla costruzione di un nuovo impianto, previsto entro il 2031

È una svolta storica per il calcio milanese e per l’intera città: San Siro sarà venduto a Inter e Milan. Dopo ore di discussione, il Consiglio comunale di Milano ha approvato nella notte la delibera che sancisce il passaggio di proprietà dello stadio “Giuseppe Meazza” e delle aree attigue alle due società calcistiche. Si tratta di una decisione che cambia radicalmente il futuro dello sport milanese e apre le porte alla nascita di un nuovo impianto, più moderno e sostenibile.

Una votazione sofferta, ma decisiva

La delibera è stata approvata al termine di una lunga seduta durata quasi dodici ore. Alla fine, 24 consiglieri hanno votato a favore, 20 si sono espressi contro, mentre due non hanno partecipato. Nessun astenuto. Il voto si è svolto per appello nominale, come richiesto da Fratelli d’Italia. La maggioranza del Partito Democratico ha sostenuto la proposta, seppure con tre dissensi interni. Hanno votato a favore anche i Riformisti e la lista Sala, con l’eccezione del capogruppo dimissionario Marco Fumagalli, assente. Contrari Verdi, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Forza Italia ha abbandonato l’aula, salvo un consigliere che, coerente con quanto dichiarato nei giorni scorsi, ha votato contro. Non ha partecipato al voto il consigliere di opposizione Manfredi Palmeri.

Nel corso del dibattito sono stati esaminati 25 emendamenti su 239. Tra quelli approvati figurano quattro proposte del PD, che introducono paletti importanti: l’obbligo di iscrizione alla white list per le imprese coinvolte nei cantieri, la supervisione del consiglio comunale sulla gestione dei fondi della vendita, un tetto massimo di spesa per le bonifiche ambientali del Parco dei Capitani, e criteri di inclusione e accessibilità per le nuove infrastrutture.

Il nuovo stadio: sostenibilità, accessibilità e innovazione

Nel comunicato congiunto diffuso pochi giorni fa, Inter e Milan hanno illustrato le caratteristiche del nuovo impianto: “Il nuovo stadio – si legge nella nota – sarà inserito in un progetto di rigenerazione urbana di circa 281mila metri quadrati. Sarà un impianto all’avanguardia, con una capienza di 71.500 posti e un design studiato per garantire la massima visibilità da ogni settore, grazie a due grandi anelli inclinati. L’infrastruttura rispetterà i più alti standard di accessibilità e offrirà esperienze coinvolgenti per tutti i tifosi, con aree a prezzi accessibili”. Un progetto ambizioso, che non si limita all’ambito sportivo ma punta a ridisegnare un intero quadrante urbano all’insegna della sostenibilità ambientale, dell’inclusione sociale e dell’innovazione tecnologica.

I prossimi passi: rogito entro novembre, nuovo stadio entro il 2031

Con il sì del Consiglio, si avvia ora la fase operativa. Il rogito notarile dovrà avvenire entro il 10 novembre, data cruciale: da quel giorno scatterà infatti il vincolo storico sul secondo anello di San Siro, che renderebbe più complessa qualsiasi operazione edilizia. Le tempistiche restano strette e le incognite non mancano, ma l’obiettivo condiviso da Inter e Milan è di completare il nuovo impianto entro il 2031. San Siro non sparirà completamente, ma sarà progressivamente demolito fino a conservarne solo una porzione simbolica. Un gesto che testimonia il rispetto per un luogo carico di memoria collettiva.

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