di Mario Tosetti

L’analisi di Itinerari Previdenziali rivela che quasi la metà dei contribuenti versa appena il 5,6% dell’Irpef, mentre l’80% del gettito grava su una minoranza di lavoratori dipendenti e pensionati

irpefIl nuovo rapporto dell’Osservatorio sulle dichiarazioni dei redditi di Itinerari Previdenziali, relativo ai dati 2024 (anno d’imposta 2023), conferma un quadro già noto ma sempre più squilibrato. Su 42,6 milioni di dichiarazioni, solo 33,5 milioni di contribuenti versano effettivamente qualcosa allo Stato, pari al 57% della popolazione.

La concentrazione del prelievo fiscale è evidente: il 76,8% dell’Irpef arriva da circa 11,6 milioni di persone, mentre quasi la metà dei contribuenti versa poco o nulla.

Il peso sul ceto medio

Come sottolineano gli analisti, il cosiddetto “ceto medio in trappola” è oggi la categoria più penalizzata. La fascia più numerosa è quella dei 4,3 milioni di italiani con redditi tra i 29mila e i 35mila euro lordi annui (circa 2.500 euro al mese comprensivi di tredicesima e quattordicesima). Pur non trattandosi di redditi elevati, questi contribuenti garantiscono la quota percentuale più alta di Irpef.

Al contrario, il 37,9% dei contribuenti, collocati nei primi scaglioni, contribuisce appena all’1,2% del gettito complessivo.

I redditi più bassi e l’Irpef simbolica

Secondo i dati, oltre 1,1 milioni di italiani hanno dichiarato un reddito nullo o negativo e quindi non hanno pagato imposte.
Tra i redditi più bassi emergono:

  • 7,3 milioni di contribuenti (17,1% del totale) con redditi fino a 7.500 euro lordi annui e un’imposta media di appena 26 euro a testa.

  • 7,7 milioni di persone con redditi tra 7.500 e 15mila euro, che versano mediamente 296 euro l’anno.

  • 5 milioni di contribuenti con redditi compresi tra 15mila e 20mila euro, che pagano in media 1.311 euro, pari al 4,55% dell’Irpef.

Queste tre fasce sommate rappresentano il 49,9% dei contribuenti, ma il loro contributo complessivo non supera il 5,6% del gettito totale.

I redditi al vertice e il nodo evasione

All’estremo opposto, circa 145mila contribuenti (0,34% del totale) dichiarano oltre 200mila euro lordi annui e versano da soli il 10,7% dell’intera Irpef.

Un dato che, secondo Itinerari Previdenziali, conferma una forte anomalia del sistema fiscale italiano: l’evasione. Molti lavoratori autonomi, infatti, usufruiscono di regimi agevolati o flat tax, mentre altre categorie ricorrono al lavoro sommerso.

Il commento degli esperti

Presentando lo studio alla Camera, Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, ha definito preoccupante il dato secondo cui il 43,1% degli italiani non ha redditi dichiarati e vive a carico di altri.
“Da anni lo Stato italiano – ha sottolineato – sembra poggiare sul binomio ‘meno dichiari e più ricevi’. Senza controlli e con un eccesso di assistenzialismo, questo meccanismo alimenta evasione e lavoro nero. È giusto garantire i diritti primari a chi ha realmente bisogno, ma è poco credibile che quasi la metà della popolazione viva con soli 10mila euro lordi l’anno”.

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