di Martina Esposito

Netanyahu minaccia Hamas e rivolge accuse alla comunità internazionale. Intanto nella Striscia il discorso è trasmesso con altoparlanti

Il discorso che Benjamin Netanyahu sta pronunciando alle Nazioni Unite risuona anche nella Striscia. Ma accanto a ciò che succede nel territorio di guerra, dove all’Idf è arrivato l’ordine di installare altoparlanti per le strade che trasmettessero le parole del primo ministro israeliano, a New York è in atto una protesta: all’arrivo di Netanyahu sono stati molti i fischi e buona parte delle delegazioni hanno lasciato i propri posti. Nel Palazzo di Vetro, sta parlando a un’aula semivuota.

Netanyahu ad Hamas: «Israele vi darà la caccia»

«Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile». Con queste parole Netanyahu è intervenuto all’Assemblea Generale dell’ONU, sottolineando che gli ultimi combattenti di Hamas sono asserragliati a Gaza City. Ha ribadito che il gruppo islamista è ancora operativo e determinato a ripetere le atrocità del 7 ottobre, giorno dell’attacco che Netanyahu ha definito «il peggiore contro gli ebrei dall’Olocausto». Durante il discorso, il premier ha mostrato una grande spilla con un QR code, invitando i presenti a inquadrarlo per «vedere perché combattiamo». Contestualmente, il suo ufficio ha annunciato la diffusione di un filmato sulle atrocità compiute da Hamas, proiettato in collaborazione con le Forze di Difesa Israeliane.

Nel suo intervento, Netanyahu si è rivolto direttamente ad Hamas, esortando i miliziani a «liberare gli ostaggi e deporre le armi». «Lasciate andare il mio popolo», ha detto, ammonendo che, in caso contrario, «Israele vi darà la caccia». Ha poi rivolto dure accuse alla comunità internazionale, affermando che i leader mondiali «si sono tirati fuori» e che così facendo «favoriscono il male». Tra gli altri passaggi del discorso volti ad attaccare gli altri Paesi, un quiz retoricamente e ideologicamente orientato a identificare un nemico comune tra Iran, Hamas e altri gruppi estremisti. Ma nel momento in cui ha citato Trump, elogiandolo, la delegazione statunitense ha applaudito.

Gli altoparlanti nella Striscia: ipotesi di guerra psicologica

Quanto all’installazione degli altoparlanti, l’obiettivo è, secondo Netanyahu, permettere agli ostaggi ancora detenuti da Hamas di ascoltare il suo messaggio: «Non vi abbiamo dimenticati e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa», ha detto in inglese e in ebraico. Secondo l’emittente Canale 12, l’esercito avrebbe inizialmente espresso riserve sull’operazione per motivi di sicurezza, ma il quotidiano Haaretz riferisce che l’ordine sarà comunque eseguito. Un funzionario militare ha definito l’iniziativa un’operazione di «guerra psicologica».

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