di Redazione
La pressione di alcune emittenti pubbliche europee, contrarie alla partecipazione israeliana dopo l’offensiva su Gaza, ha spinto l’organizzazione ad aprire formalmente il dibattito
A inizio novembre l’assemblea generale dell’Unione europea di radiodiffusione (EBU) sarà chiamata a votare una questione che sta dividendo il mondo della televisione pubblica europea: la possibile esclusione di Israele dalla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, prevista a maggio 2026 a Vienna. L’annuncio è arrivato dalla presidente dell’EBU, Delphine Ernotte Cunci, con una lettera indirizzata ai membri dell’organizzazione, in cui si fa riferimento a una “diversità di opinioni senza precedenti” e alla necessità di una decisione fondata su un confronto democratico più ampio.
Un fronte crescente di emittenti europee chiede lo stop a Israele
La pressione per l’esclusione di Israele è aumentata negli ultimi mesi, dopo l’escalation militare nella Striscia di Gaza avviata nell’ottobre 2023. Diverse emittenti pubbliche – tra cui quelle di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda – hanno minacciato di boicottare il festival se Israele sarà ancora tra i partecipanti. Il dibattito è alimentato anche da petizioni firmate da decine di artisti e dall’opinione pubblica in vari paesi europei. Finora, però, l’EBU aveva resistito a simili pressioni, sottolineando il carattere apolitico dell’evento e la sua vocazione a “unire le persone attraverso la musica”.
Russia esclusa, cosa cambia con Israele
L’Eurovision ha escluso in passato paesi coinvolti in conflitti internazionali. Il precedente più recente riguarda la Russia, estromessa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Tuttavia, secondo l’EBU, la situazione di Israele sarebbe diversa: la decisione sull’esclusione russa fu giustificata dalla violazione dei principi fondamentali dell’organizzazione da parte della sua emittente pubblica. L’emittente israeliana Kan, al contrario, non avrebbe compiuto atti contrari alle regole interne dell’EBU, che formalmente è un’organizzazione di broadcaster e non rappresenta i governi.
In ogni caso, l’assemblea generale dell’EBU si riunirà all’inizio di novembre per mettere ai voti la partecipazione di Israele. Si tratta di un passaggio inedito e altamente simbolico per un’organizzazione tradizionalmente restia a prendere posizioni politiche. L’esito del voto potrebbe ridefinire i criteri di inclusione all’interno dell’Eurovision e segnare un precedente nella storia del concorso europeo più seguito al mondo.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Eurovision 2026, l’EBU voterà a novembre sull’esclusione di Israele proviene da Associated Medias.

