di Carlo Longo

Tra Venezia e Roma, il TFF firmato Emanuele Bertucci ha conquistato pubblico e critica con serate di gala in Piazza del Cannone, incontri memorabili e un ponte culturale con il Giappone

Con la terza edizione del Tropea Film Festival, l’intuizione e la visione del suo ideatore e direttore artistico Emanuele Bertucci trovano piena consacrazione. Quello che solo tre anni fa era un progetto ambizioso oggi è divenuto una realtà riconosciuta a livello nazionale, capace di collocarsi nel cuore del calendario dei festival italiani, subito dopo Venezia e a ridosso della Festa del Cinema di Roma. Un posizionamento strategico che ha fatto del TFF un nuovo punto di riferimento per artisti, giornalisti e cinefili, consolidando la sua identità di appuntamento imprescindibile.

Un successo che si è manifestato con chiarezza nelle due serate finali del 19 e 20 settembre, quando Piazza del Cannone – tra le più iconiche e visitate dell’intera Calabria – si è trasformata in un palcoscenico da sogno. Presentate con eleganza e professionalità dalla bellissima e bravissima Antonella Salvucci, le serate hanno unito glamour, emozioni e grande cinema, confermando la crescita di un festival che sa parlare a pubblici diversi.

A sostenere il Festival sono stati il Comune di Tropea e la Fondazione Calabria Film Commission, guidata dal presidente Anton Giulio Grande, presente alla serata finale tra gli ospiti d’onore. Tra i partner di prestigio si segnalano Trenitalia, Official Green Carrier del TFF, e Ford Italia, Automotive Partner, a conferma di un sostegno che ha unito istituzioni e grandi aziende intorno al progetto.

Ma il TFF non è stato solo red carpet. L’apertura è stata affidata a una mostra dedicata a Ugo Tognazzi, a cuil’edizione era intitolata, curata da Marco Dionisi Carducci e supervisionata da Ricky Tognazzi. Un percorso che ha restituito al pubblico la genialità e l’umanità di un attore che ha segnato la storia del nostro cinema.

Fondamentale il ruolo della formazione, fortemente voluta da Bertucci, con la presenza di circa 200 studenti che hanno seguito proiezioni, panel e masterclass. Proprio in quest’ottica si inserisce la partnership con la Camera di Commercio di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone, che ha dato vita a due workshop dedicati ai mestieri del cinema. Il casting director Armando Pizzuti ha guidato una masterclass su come intraprendere la sua professione, mentre Pier Luigi Manzo ha presentato alla platea attenta il libro Professione Press Agent, offrendo spunti preziosi su un mestiere chiave della comunicazione cinematografica.

Il programma ha offerto momenti di grande spessore: il documentario “Pasolini, il corpo e la voce” di Maria Pia Ammirati, l’omaggio ad Andrea Camilleri firmato da Adriana Pannitteri, l’incontro con Dario D’Ambrosi e il suo “Teatro patologico”, capace di emozionare e scuotere. In collaborazione con il Club UNESCO, è stato proiettato “Cercando Itaca” di Sergio Basso con Giulia Petrungaro, Eugenio Mastrandrea e Giorgio Colangeli. A seguire “Una fottuta bugia” di Gianluca Ansanelli con Emanuele Propizio e Antonia Fotaras, “Gli eroi vestiti di bianco” di Alessandro Parrello con Marco Bonini e Antonio Catania, fino alla serie TV Millennials, scritto e diretto da Ludovica Lirosi, la retrospettiva su Tognazzi con i tre capitoli di Amici miei e le opere prime “Notte Fonda” con Francesco e Mario Di Leva e “Nero” di Giovanni Esposito con Susy Del Giudice.

Un momento di grande energia è stato quello offerto da Abel Ferrara, presidente di giuria, che ha infiammato la platea rispondendo con passione alle domande del pubblico. Quando il dibattito si è spostato su Trump, Ucraina e Palestina, il regista newyorkese ha catturato l’attenzione con interventi diretti e mai scontati.

Il TFF ha vissuto quest’anno un percorso di crescita che lo ha portato anche oltre i confini italiani: dopo la prima partecipazione a Cannes lo scorso maggio, il festival è tornato protagonista a Venezia, con una conferenza stampa alla presenza dello stesso Ferrara, confermando la sua vocazione internazionale.

Le serate conclusive hanno visto la presenza di protagonisti di primo piano: Ricky Tognazzi, Maria Pia Ammirati, Mario Di Leva, Giovanni Esposito, Emanuela Rossi, Miriam Candurro, Flora Contraffatto, Peppino Mazzotta, Francesco e Mario Di Leva. Il prestigioso Premio Raf Vallone è andato a Francesco Pannofino, mentre la giuria ha decretato vincitori Balentìa di Nicolò (sezione cortometraggi) e “In viaggio con lei” di Gianluca Gargano (sezione lungometraggi). A rendere ancora più significativo il momento è stato il premio consegnato agli ospiti: una scultura raffigurante l’Isola di Tropea, realizzata dal Maestro orafo Michele Affidato, amico personale di Bertucci e compagno di viaggio del festival sin dalla prima edizione.

Un capitolo a parte merita Madalina Ghenea. Madrina della scorsa edizione e Ambassador di questa terza, la modella e attrice ha presentato lo spot girato a Tropea per una prestigiosa maison di gioielli e, tra la sorpresa generale, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Tropea, suggellando un legame profondo con la città.

Tra i progetti più innovativi fortemente voluti da Bertucci, spicca “Un corto per Tropea”, laboratorio creativo che quest’anno ha visto cinque squadre di giovani filmmaker e attori cimentarsi nella realizzazione di cortometraggi durante la settimana del festival. A guidarli e supervisionarli sono stati due maestri del cinema italiano, Mimmo Calopresti e Marcello Fonte, che hanno trasformato l’esperienza in un’occasione formativa e professionale unica.

Il TFF ha anche confermato la sua vocazione internazionale, aprendo un ponte con il Giappone, frutto dell’intuizione della precedente amministrazione comunale che negli anni ha intessuto relazioni con il Paese nipponico. Bertucci ha raccolto e rilanciato quella visione, ospitando ben 18 tra registi e produttori giapponesi. Nella sezione competitiva sono stati premiati: Voice: Miglior regia internazionale a Yukiko Mishima, Miglior attrice internazionale ad Atsuko Maeda. Citizens: Miglior corto internazionale e Miglior attore corto internazionale a Rusty Smith e Valentino Sibic. Taverna de Gaga di Yasuhiro (Ankow) Hamano: Miglior lungometraggio internazionale speciale.

Con la sua terza edizione, il Tropea Film Festival ha raggiunto una nuova maturità, confermandosi come appuntamento centrale nel panorama dei festival italiani. Merito della visione di Emanuele Bertucci, ideatore e direttore artistico, che ha saputo coniugare formazione, internazionalizzazione e radicamento territoriale. La sua capacità di trasformare Tropea in un crocevia tra memoria e innovazione, tra Calabria e mondo, ha reso il TFF un modello riconoscibile: un festival giovane, ma già capace di proporre una strada culturale e strategica che unisce il Sud al sistema cinema nazionale.

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L’articolo Tropea illumina il cinema: il Festival che unisce due mondi proviene da Associated Medias.