di Martina Esposito

Droni, bombe sonore e gas urticanti contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Tajani chiede chiarimenti a Israele

«Sono state colpite le imbarcazioni di Italia, Inghilterra e Polonia. È stato come un attacco mirato ai tre Paesi. Un episodio gravissimo, che crea un precedente pericoloso. Ci auguriamo che la politica intervenga». Così Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, ha commentato quanto avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, quando almeno quindici droni hanno colpito una serie di imbarcazioni civili dirette verso Gaza con aiuti umanitari. «Prima hanno rilasciato sostanze urticanti, poi hanno lanciato bombe sonore e infine si sono schiantati sulle barche. Sono state danneggiate almeno quattro o cinque imbarcazioni, tra cui la nostra, che non potrà più navigare a vela», ha raccontato Delia. «È stato un tentativo di logorare psicologicamente chi si trova a bordo, al buio, in mare aperto. Ma non ci faremo intimidire: navighiamo nella legalità e andiamo avanti».

L’attacco notturno: droni, bombe sonore e barche danneggiate

L’azione è avvenuta in acque internazionali a sud di Creta, in piena notte. Le navi della Global Sumud Flotilla sono state bersagliate da una serie di attacchi aerei coordinati. I droni hanno interferito con le comunicazioni, rilasciato gas urticanti e lanciato ordigni sonori, in alcuni casi incendiari. Secondo le testimonianze raccolte, l’offensiva sarebbe durata fino a tre ore.

Tra le imbarcazioni colpite vi sono la Zefiro, che ha subito la rottura dello strallo di prua, e la Morgana, la cui vela principale è stata resa inservibile. Anche la Taigete ha subito un attacco, sebbene non si registrino danni evidenti. Nessuno dei membri dell’equipaggio è rimasto ferito. A bordo della Morgana viaggiavano, tra gli altri, anche parlamentari italiani e la giornalista Barbara Schiavulli, che ha documentato in diretta quanto accaduto: «Siamo stati al buio per ore, colpiti da droni e granate. Nessuno può giustificare un attacco a persone che portano solo aiuti umanitari», ha dichiarato.

Dal lato diplomatico, è intervenuto da New York anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiedendo chiarimenti immediati a Israele e sottolineando che «qualsiasi operazione militare deve rispettare il diritto internazionale e garantire l’incolumità delle persone coinvolte».

Le reazioni italiane: «Atto terroristico, il governo si faccia sentire»

La notizia dell’attacco ha suscitato reazioni trasversali tra i rappresentanti politici italiani. Il parlamentare di AVS Angelo Bonelli ha parlato senza mezzi termini di «atto terroristico da parte del governo Netanyahu», riferendo che la vela della barca su cui viaggiava la deputata Stefania Scuderi è andata a fuoco. Bonelli ha chiesto che il governo italiano richiami l’ambasciatore in Israele e applichi sanzioni.

Anche il deputato Arturo Scotto (Pd), presente a bordo di una delle imbarcazioni, ha denunciato su X «bombe sonore, flashbang, gas urticanti e interruzioni parziali delle comunicazioni». Aggiungendo in seguito all’ANSA: «La nostra barca è illesa, ma questo attacco è illegale, siamo ancora molto distanti da Gaza, vicino a Creta, e chiediamo spiegazioni immediate al governo». Ferma la presa di posizione anche da parte di Angela Verdecchia, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi, che ha definito l’attacco «inammissibile». «Continueremo a mobilitarci per chiedere che le istituzioni rompano ogni accordo con Israele e riconoscano lo Stato di Palestina. È ora che si prenda una posizione chiara», ha dichiarato.

Nel frattempo, la Global Sumud Flotilla — composta da 51 imbarcazioni provenienti da 44 Paesi — ha lanciato un appello alle Nazioni Unite affinché venga garantita una scorta marittima e la presenza di osservatori diplomatici. Gli attivisti chiedono che «il diritto prevalga sulle azioni di annientamento» e che la comunità internazionale non continui a tollerare un blocco che, secondo alcuni rapporti ONU, rappresenta parte di un genocidio in corso a Gaza.

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