di Redazione

Dal Regno Unito al Canada e all’Australia, la maggior parte delle Nazioni Unite ha formalizzato la propria adesione alla causa palestinese, rafforzando il suo ruolo sulla scena internazionale.

 

Regno Unito, Francia e Canada sono oggi i tre membri del G7 che hanno ufficialmente riconosciuto lo Stato palestinese. Con l’adesione di altri sette Paesi durante l’ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il numero totale di Stati membri dell’Onu che sostengono questa posizione supera quota 150, attestandosi all’80%. Restano Stati Uniti, Italia e Germania.

L’Europa e il riconoscimento palestinese

Il primo Paese europeo a riconoscere formalmente la Palestina fu la Svezia, nel 2014, in un momento di forti tensioni a Gerusalemme Est. Già nel 1988, dopo la dichiarazione di indipendenza proclamata da Yasser Arafat, alcuni Stati avevano preso questa decisione: Cipro, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e l’allora Cecoslovacchia. Con la dissoluzione dell’URSS, alcune capitali come Praga e Budapest hanno modificato la propria posizione, mantenendo però ancora ambasciate palestinesi. Negli anni successivi, diversi Paesi europei hanno seguito l’esempio: Irlanda, Spagna, Slovenia e Norvegia hanno riconosciuto la Palestina, seguite da Regno Unito, Francia, Andorra, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta e San Marino, soprattutto in occasione delle Assemblee Onu. L’Italia, invece, continua a sostenere che la creazione di uno Stato palestinese debba avvenire attraverso negoziati diretti con Israele, secondo la logica dei due Stati.

Il quadro globale

Oggi quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina riconoscono formalmente la Palestina. Paesi come Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda hanno solo valutato la possibilità di farlo. Con l’ultima Assemblea Onu, anche Australia e Canada si aggiungono all’elenco. L’Algeria fu il primo Stato a riconoscere la Palestina nel 1988, pochi minuti dopo la dichiarazione di Arafat. A seguire gran parte del mondo arabo, India, Turchia, diversi Paesi africani, Cina e l’allora Unione Sovietica. Nel 2011 la Russia ha confermato il riconoscimento, mentre tra il 2010 e il 2011 diversi Paesi sudamericani, tra cui Argentina, Brasile e Cile, hanno adottato lo stesso passo. Un momento simbolico è stato scandito nel novembre 2012, quando la bandiera palestinese è stata issata per la prima volta alle Nazioni Unite, dopo il voto dell’Assemblea generale che aveva elevato lo status della Palestina a “Stato osservatore non membro”. Lo scorso anno, una nuova risoluzione ha ribadito che la Palestina è «qualificata a diventare Stato membro», con 143 voti a favore, 25 astenuti – tra cui l’Italia – e nove contrari, tra cui gli Stati Uniti. Nonostante ciò, Roma e Washington mantengono relazioni diplomatiche con l’Autorità Nazionale Palestinese.

L’Italia, pur mantenendo relazioni diplomatiche con l’Autorità Nazionale Palestinese, non ha ancora riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. La posizione italiana sostiene una soluzione del conflitto israelo-palestinese attraverso negoziati diretti tra le parti, nell’ambito di una soluzione a due Stati.

 

 

 

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