di Corinna Pindaro

Il tribunale di Tempio Pausania condanna Ciro Grillo e tre amici per stupro di gruppo del 2019: pene fino a otto anni. Atteso l’appello

grilloDopo oltre sei anni dai fatti avvenuti in Costa Smeralda, è arrivata la decisione del tribunale di Tempio Pausania sul processo che vedeva imputati Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, e i suoi tre amici genovesi. Il collegio giudicante ha condannato Grillo, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta a otto anni di reclusione, mentre Francesco Corsiglia ha ricevuto una pena di sei anni e sei mesi.

Gli imputati, accusati di violenza sessuale ai danni di una studentessa allora diciannovenne, restano per ora in libertà: la condanna diventerà effettiva soltanto al termine dell’iter di appello e Cassazione.

Il lungo processo e le difese

Il procedimento è durato oltre tre anni, con centinaia di udienze e testimonianze. Nell’ultima sessione hanno preso la parola i difensori degli imputati, che hanno contestato l’attendibilità della giovane, sostenendo che fosse consenziente e che il suo racconto fosse contraddittorio. Secondo le difese, la ragazza avrebbe denunciato solo in un secondo momento, anche a causa dell’emersione dei video registrati quella notte.

Il collegio, presieduto da Marco Contu, non ha accolto queste argomentazioni, ritenendo invece coerente e credibile il racconto della vittima, già verificato dalla Procura durante tre anni di indagini.

Le accuse di violenza e i video contestati

Secondo la ricostruzione accolta dal tribunale, le violenze furono più di una. La prima, commessa da Corsiglia, sarebbe avvenuta in camera e proseguita sotto la doccia. Successivamente, dopo che la ragazza aveva bevuto un cocktail alcolico soprannominato “beverone”, gli imputati avrebbero abusato di lei in gruppo.

A sostegno dell’accusa, anche alcuni video girati dai ragazzi e foto scattate all’amica della vittima, immortalata mentre dormiva ignara di quanto stava accadendo. Per i giudici, quelle immagini dimostrano lo stato di passività della giovane, incapace di opporsi a quanto stava subendo.

Le prove contestate e i punti chiave

Uno degli aspetti più discussi è stato l’episodio del tabacchino. Secondo le difese, la giovane avrebbe lasciato l’appartamento insieme agli imputati per comprare sigarette, segno che non fosse sconvolta dagli eventi. Ma per accusa e parti civili non vi è alcuna evidenza di questo spostamento: i dati del cellulare della ragazza, infatti, dimostrano che non si è mai allontanato da casa Grillo in quelle ore.

In aula è stata la stessa giovane a raccontare il suo stato di “blackout”, non un vero svenimento ma un’incapacità di reagire. Un racconto, messo a dura prova da 1675 domande poste dai difensori, che è stato ritenuto solido e coerente.

Le prossime fasi

Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che chiariranno nel dettaglio i criteri adottati dal tribunale. Nel frattempo, gli imputati restano in libertà in attesa dell’appello. Un verdetto che segna un punto decisivo in una vicenda che ha acceso il dibattito pubblico in Italia sul tema delle violenze sessuali, del consenso e della tutela delle vittime.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Ciro Grillo e amici condannati per violenza sessuale: otto anni ai tre imputati, sei e mezzo a Corsiglia proviene da Associated Medias.