di Emilia Morelli

Nel 2025 potrebbe arrivare un taglio Irpef per oltre 13 milioni di lavoratori italiani. Ecco le novità allo studio del governo, gli scaglioni di reddito coinvolti e i possibili effetti in busta paga

Il governo sta valutando un intervento sull’Irpef che potrebbe coinvolgere circa 13,6 milioni di contribuenti. L’ipotesi al vaglio prevede la riduzione della seconda irpefaliquota dal 35% al 33% e l’estensione dello scaglione fino a 60mila euro di reddito annuo lordo, rispetto ai 50mila attuali. Una misura che, se i conti pubblici lo permetteranno, avrebbe un impatto stimato di circa 8 miliardi di euro.

Quanto si risparmia con il nuovo scaglione

Il Sole 24 Ore evidenzia come l’abbassamento dell’aliquota al 33% fino a 60mila euro creerebbe due fasce principali:

  • Per chi dichiara tra 28mila e 50mila euro (oltre 9 milioni di persone) il risparmio oscillerebbe tra 40 e 440 euro l’anno.

  • Per chi si colloca tra i 50mila e i 60mila euro (meno di un milione di contribuenti), il vantaggio fiscale arriverebbe fino a 1.640 euro annui, pari a circa 137 euro al mese.

Oltre i 60mila euro di reddito, l’effetto sarebbe analogo, ma il governo potrebbe introdurre correttivi per evitare che il beneficio maggiore si concentri sulle fasce più alte.

Esempi pratici di risparmio

Secondo le simulazioni, l’impatto del taglio Irpef sarebbe il seguente:

  • 30mila euro di reddito: +40 euro annui (3,30 al mese)

  • 35mila euro: +140 euro annui (11,70 al mese)

  • 40mila euro: +240 euro annui (20 al mese)

  • 45mila euro: +340 euro annui (28,30 al mese)

  • 50mila euro: +440 euro annui (36,70 al mese)

  • 55mila euro: +1.040 euro annui (86,70 al mese)

  • 60mila euro: +1.640 euro annui (136,70 al mese)

Il nodo delle detrazioni e il fiscal drag

Per coprire parte dei costi, l’esecutivo valuta anche un riordino delle detrazioni fiscali, con la possibilità di rivedere tetti e limiti introdotti con la legge di bilancio 2025. In particolare, si discute di modulazioni legate al reddito familiare e al numero di componenti del nucleo.

Il governo intende inoltre affrontare il tema del fiscal drag, ovvero l’aumento del gettito dovuto all’inflazione che, secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, ha portato nelle casse dello Stato oltre 23 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è restituire parte di questo peso soprattutto al ceto medio, in particolare ai contribuenti con redditi sopra i 40mila euro che non hanno beneficiato del taglio del cuneo contributivo.

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