di Corinna Pindaro
Sergio Mattarella celebra al Quirinale la prima giornata dedicata agli internati militari, ricordando i 650mila soldati italiani che rifiutarono di arruolarsi con i nazisti e la Repubblica di Salò, pagando con la prigionia la loro scelta di libertà
Al Quirinale si è svolta la prima giornata dedicata agli internati militari italiani, un evento istituito dal Parlamento lo scorso gennaio con voto unanime. Durante la cerimonia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio a quei soldati che, dopo l’armistizio del 1943, scelsero di opporsi al nazifascismo e di non aderire alla Repubblica di Salò. A loro, il Capo dello Stato ha attribuito il nome di “patrioti”.
La scelta di fronte all’aut aut
Furono circa 650mila i militari italiani catturati dai tedeschi. Hitler offrì loro un’alternativa brutale: il giuramento alla Repubblica di Salò oppure la deportazione nei campi di prigionia. La maggioranza scelse la dignità della libertà, preferendo la prigionia. Tra questi figurano nomi illustri come Giovannino Guareschi, Alessandro Natta, Giuseppe Lazzati, Tonino Guerra e Mario Rigoni Stern. Molti vissero fino a 18 mesi nei lager, affrontando lavori forzati e condizioni disumane.
Testimonianze di coraggio
Durante la cerimonia, è stata ricordata la vicenda di Abramo Rossi, carabiniere a cavallo oggi centenario, deportato in Stiria e costretto a lavorare in una fonderia. Intervistato da alcuni studenti, ha ribadito: “Abbiamo fatto la scelta giusta”. Un messaggio che racchiude la forza morale di un’intera generazione di giovani soldati.
Le parole del Presidente della Repubblica
Mattarella ha sottolineato come il fascismo si fosse allontanato dal popolo italiano, trasformandosi in un regime sottomesso al nazismo. Gli internati militari rappresentano per il Capo dello Stato le radici della democrazia repubblicana. “Hanno pagato un prezzo altissimo – ha dichiarato – e al termine del conflitto la loro resistenza, travagliata ed eroica, fu spesso oscurata”.
Il significato di “patriota”
Il Presidente ha voluto ribadire il vero significato della parola “patriota”, termine oggi utilizzato in politica con accezioni diverse. Per Mattarella, patriota è chi si oppose a Mussolini e Hitler, chi contribuì alla Resistenza e alla nascita della Repubblica. La loro testimonianza è un “seme di speranza” che continua a vivere nella memoria collettiva.
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