di Martina Esposito
Le parole del Ministro della Difesa arrivano nel pieno dell’incertezza sul ruolo italiano nell’operazione Nato “Sentinella dell’Est”
Mentre si infittisce la confusione sulla possibile partecipazione dell’Italia all’operazione Nato “Sentinella dell’Est”, il Ministro della Difesa Guido Crosetto lancia un duro monito: il nostro Paese non è preparato ad affrontare un conflitto su larga scala. «Non siamo pronti né a un attacco russo né ad un attacco di un’altra nazione», ha dichiarato Crosetto, ribadendo la necessità di investire con urgenza nella difesa.
Crosetto: «Non siamo pronti. Vent’anni di disinvestimenti non si recuperano in due»
Le parole del ministro sono arrivate a margine di un incontro dedicato al tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci, ma l’occasione è servita per fare il punto sullo stato delle forze armate italiane. «Lo dico da più tempo: penso che abbiamo il compito di mettere questo Paese nella condizione di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci: non dico Putin, dico chiunque», ha chiarito Crosetto, evidenziando la fragilità del sistema difensivo nazionale. Secondo il ministro, «non siamo pronti perché non abbiamo investito più in difesa negli ultimi vent’anni e quindi i vent’anni non si recuperano in un anno o in due anni». Un avvertimento che si inserisce in un momento di pressione crescente sull’Italia da parte della Nato, che continua a rafforzare il proprio dispositivo sul fianco Est in risposta alle incursioni russe nello spazio aereo della Polonia e della Romania.
Crosetto ha anche sottolineato che l’Italia è già tra i primi contributori dell’Alleanza Atlantica sul fronte orientale: «Abbiamo anche il fianco Sud e quindi credo che il contributo dato finora su quello Est sia abbastanza. Se poi dovessimo incrementarlo, ci verrà formalmente chiesto e decideremo». Al momento, l’Italia ha già impegnato significative risorse: una batteria Samp-T, quattro caccia F-35, un aereo radar e circa duemila uomini dispiegati sul fianco Est.
Partecipazione italiana a “Sentinella dell’Est”: tra conferme Nato e smentite del governo
La dichiarazione di Crosetto arriva mentre monta il caso sulla partecipazione italiana alla nuova operazione Nato “Eastern Sentry” – ribattezzata Sentinella dell’Est, un’iniziativa di deterrenza militare ai confini con la Russia. Secondo una nota ufficiale pubblicata dal Ministero della Difesa, non è ancora giunta alcuna richiesta formale in merito: «Non è stata assunta alcuna decisione in tal senso».
Eppure, fonti Nato affermano l’opposto. In un documento dello SHAPE – il comando militare supremo dell’Alleanza Atlantica – l’Italia viene citata tra i Paesi che hanno già «indicato di volersi aggiungere» all’operazione, insieme alla Svezia. La notizia dell’adesione italiana era stata anticipata dal Corriere della Sera e confermata da Ansa, suscitando un’ondata di reazioni. Tuttavia, il dicastero ha puntualizzato che «ogni decisione deve essere esaminata esclusivamente nelle sedi competenti dell’Alleanza Atlantica e successivamente sottoposta, come da prassi, all’approvazione degli Organi Istituzionali Italiani».
Intanto, il Regno Unito ha già ufficializzato la propria partecipazione, annunciando l’invio di caccia Typhoon in Polonia per proteggere lo spazio aereo dopo recenti violazioni da parte di droni russi. L’Italia, invece, continua a muoversi tra cautele diplomatiche e pressioni internazionali, in un clima di crescente incertezza.
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