di Redazione

Protagonista di capolavori come “La stangata” e “Corvo rosso non avrai il mio scalpo!”, l’attore e produttore statunitense si è spento nel sonno nella sua abitazione nello Utah

Hollywood piange uno dei suoi interpreti più amati e rappresentativi del Novecento: Robert Redford è morto a 89 anni. Secondo quanto comunicato dall’agenzia che lo rappresentava, l’attore si è spento martedì mattina, serenamente, mentre dormiva nella sua casa nello Utah.

Redford non era solo un volto del cinema, ma un simbolo di un’epoca, capace di incarnare con eleganza e carisma lo spirito dell’America sul grande schermo. La sua carriera esplose negli anni Settanta con ruoli memorabili che segnarono la storia del cinema. In La stangata (1973), in coppia con Paul Newman, diede vita a uno dei duetti più amati dal pubblico. Già l’anno precedente aveva impressionato con Corvo rosso non avrai il mio scalpo!, film che lo consacrò come interprete intenso e versatile. Nel 1976 interpretò il giornalista Bob Woodward in Tutti gli uomini del presidente, capolavoro politico che raccontava l’inchiesta sullo scandalo Watergate.

Oltre a essere un attore di successo, Redford fu anche regista e produttore, vincendo un Oscar nel 1981 con Gente comune, la sua prima regia, e fondando il Sundance Film Festival, che nel tempo divenne la vetrina internazionale più importante per il cinema indipendente. La sua eredità artistica rimane immensa: un patrimonio di interpretazioni che hanno segnato generazioni di spettatori e un impegno costante nel dare spazio a nuove voci nel mondo del cinema. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia di Hollywood, ma resta intatto il ricordo di un artista che seppe unire talento, sensibilità e impegno civile.

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