di Martina Esposito

La protesta in Turchia arriva alla vigilia di una sentenza che potrebbe invalidare il congresso del partito e rimuovere l’attuale leader Özgür Özel

Ad Ankara almeno 50mila persone scese in piazza per denunciare la repressione in atto contro il Partito repubblicano popolare (CHP), principale forza di opposizione al presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. La protesta è stata organizzata alla vigilia di una sentenza che potrebbe cambiare radicalmente il panorama politico turco: un tribunale potrebbe infatti invaliderà il congresso del CHP del 2023, in cui fu eletto l’attuale leader Özgür Özel. La sentenza si baserebbe su presunte irregolarità formali nell’organizzazione del congresso. Tuttavia, secondo i manifestanti, si tratterebbe di un pretesto legale orchestrato dal governo per indebolire l’opposizione.

L’ascesa di Özel e la scomparsa di Imamoglu

Özgür Özel è diventato leader del CHP nel 2023, rappresentando una nuova generazione politica più dinamica e popolare. La sua leadership è nata proprio nel vuoto lasciato da un altro volto promettente del partito: Ekrem Imamoglu, ex sindaco di Istanbul, arrestato lo scorso marzo con accuse considerate da molti di matrice politica. Secondo l’opposizione, oltre 500 persone vicine al CHP sono state arrestate nell’ultimo anno, tra cui 17 sindaci di città importanti, in quella che viene descritta come una vera e propria campagna di repressione mirata da parte del governo.

Cosa potrebbe accadere dopo la sentenza

Se il congresso del 2023 venisse invalidato, Özel sarebbe rimosso e potrebbe essere sostituito da Kemal Kilicdaroglu, storico leader del CHP, già sconfitto da Erdogan alle presidenziali dello stesso anno. In più, Kilicdaroglu aveva lasciato la guida del partito dopo il voto, criticando la nuova generazione di leader come Özel e Imamoglu: il suo eventuale ritorno potrebbe quindi spaccare ulteriormente l’opposizione. Un’altra opzione è che il tribunale nomini un gestore fiduciario, che guiderebbe il partito per 45 giorni, tempo entro cui si dovrebbe convocare un nuovo congresso. In questo scenario, Özel potrebbe candidarsi nuovamente e ottenere una rielezione. Intanto, il CHP ha già fissato un congresso straordinario per il 21 settembre, durante il quale verranno prese decisioni cruciali sul futuro del partito.

Le accuse di colpo di stato e le parole di Imamoglu

Durante la manifestazione, Özgür Özel ha parlato sul palco, accusando Erdogan di voler manipolare le regole democratiche per restare al potere, nonostante la sconfitta del suo partito alle elezioni locali dell’ultimo anno. Ha definito quanto sta accadendo un «colpo di stato contro il futuro presidente e contro il futuro governo», invocando elezioni anticipate e concludendo il suo intervento con un deciso: «Resisteremo», ripetuto tre volte. Nel suo discorso il leader del CHP ha anche letto il messaggio dal carcere e firmato da Ekrem Imamoglu, accolto da forti applausi e slogan come «Imamoglu presidente». Nella sua lettera, l’ex sindaco ha accusato il governo di voler escludere preventivamente i candidati scomodi dalle prossime elezioni, aggiungendo: «L’era dell’io in questo paese finirà e inizierà l’era del noi. Uno solo perderà e tutti gli altri vinceranno».

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