di Mario Tosetti

Con l’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 arrivano regole più severe: divieto totale di smartphone, voto in condotta decisivo per la promozione e nuove modalità d’esame di Maturità

scuola Tra il 15 e il 16 settembre milioni di studenti italiani tornano in classe. L’anno scolastico 2025/2026 si apre con importanti novità normative che coinvolgono tutti i cicli, dalle scuole medie fino alle superiori. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti introdotto provvedimenti che incidono sul comportamento quotidiano degli studenti e sulle modalità di valutazione finale.

Smartphone banditi: «No al cellulare in classe»

La misura più discussa riguarda l’uso degli smartphone: il divieto, già in vigore in alcune scuole, diventa totale. Non sarà più possibile utilizzare i cellulari né durante le lezioni né negli intervalli, e nemmeno per scopi didattici, salvo rare eccezioni. Le deroghe riguardano soltanto studenti con bisogni educativi speciali, motivazioni personali autorizzate e percorsi tecnici o tecnologici in cui l’uso del dispositivo sia strettamente legato al programma.

Ogni istituto si sta organizzando con modalità diverse: armadietti all’ingresso, scatole sulla cattedra o altre soluzioni logistiche. Chi non rispetta le regole rischia sanzioni disciplinari fino alla sospensione. Oltre i due giorni, lo studente dovrà comunque restare a scuola, impegnato in attività di volontariato educativo.

Condotta e valutazione: un voto che può costare caro

Il comportamento torna al centro della vita scolastica. Da quest’anno un cinque in condotta comporta la bocciatura automatica, senza possibilità di recupero. Anche il sei in pagella non sarà più sufficiente per la promozione: gli studenti con questa valutazione dovranno affrontare un esame di recupero a settembre, presentando una tesina di educazione civica decisa dal collegio docenti.

Questa stretta segna un cambio di rotta: la condotta non è più solo un voto “formale”, ma diventa determinante per il percorso scolastico.

La nuova Maturità: meno commissari, più chiarezza

L’esame di Stato cambia volto. Torna la denominazione “Maturità” anche nei documenti ufficiali, ma soprattutto si modifica la prova orale. Non ci sarà più l’avvio con un documento o una foto scelta dalla commissione: il colloquio si concentrerà su quattro materie stabilite dal ministero a gennaio.

Le commissioni saranno composte da cinque membri anziché sette, snellendo la macchina organizzativa. L’obiettivo dichiarato è rendere la valutazione più mirata e omogenea su tutto il territorio nazionale.

Meloni e il messaggio agli studenti: «Costruite il futuro con entusiasmo»

Ad augurare buon anno scolastico è stata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un messaggio su X ha scritto: «La scuola è il luogo dove si costruisce il futuro dell’Italia. Vivetela con entusiasmo e coraggio».

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