di Emilia Morelli
Matteo Salvini difende Roberto Vannacci e prova a ricompattare la Lega in vista delle regionali in Toscana. Intanto il Tar di Reggio Calabria conferma l’incandidabilità di Mimmo Lucano secondo la legge Severino
La Lega si prepara alla sfida elettorale in Toscana con un evento a Firenze guidato da Matteo Salvini e dal suo vice Roberto Vannacci. In un clima segnato dall’omicidio di Charlie Kirk, il leader del Carroccio ha ribadito che «il generale è un valore aggiunto» e che non esistono problemi interni, bensì «un problema di democrazia a livello nazionale e internazionale».
Nonostante l’ottimismo di Salvini, le tensioni non mancano: esclusioni eccellenti, malumori per le liste e abbandoni hanno agitato il partito nelle ultime settimane. La campagna elettorale, affidata proprio a Vannacci, punta su temi centrali come sicurezza e immigrazione, con il generale che attacca la sinistra accusandola di aver trasformato la Toscana in una regione insicura.
Vecchia guardia contro nuovi fedelissimi
Le scelte di Vannacci, che ha inserito in posizioni chiave candidati a lui vicini, hanno alimentato scontri interni. Susanna Ceccardi e Giovanni Galli si sono defilati, mentre nuove figure legate al generale si sono imposte nelle liste, come Tommaso Villa e i suoi sostenitori. Salvini ha però ribadito che «ognuno è libero di fare le sue scelte» e che la priorità resta «andare avanti e conquistare la Toscana».
Secondo i sondaggi, il candidato di centrodestra Alessandro Tomasi parte in netto svantaggio contro il governatore uscente Eugenio Giani, con un distacco stimato di circa 18 punti.
Mimmo Lucano fuori dalle regionali in Calabria
Parallelamente, il Tar di Reggio Calabria ha confermato l’incandidabilità di Domenico “Mimmo” Lucano, escludendolo dalle liste di Avs per le prossime regionali. La decisione si basa sulla legge Severino, dopo la condanna definitiva a 18 mesi per falso nel processo “Xenia”.
I legali di Lucano hanno sostenuto che il reato non rientrasse tra quelli previsti per l’incandidabilità, ma i giudici non hanno accolto la tesi. Ora l’ex sindaco di Riace, già dichiarato decaduto dal suo incarico lo scorso luglio, potrà valutare un ricorso al Consiglio di Stato.
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