di Carlo Longo
In Giappone gli ultracentenari sfiorano quota 100mila, con una netta prevalenza femminile. Dieta sana, bassi livelli di obesità e riduzione delle malattie cardiovascolari spiegano il primato mondiale di longevità
In Giappone l’invecchiamento non significa declino, ma spesso una seconda vita. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, il numero dei cittadini che hanno superato i cento anni ha raggiunto le 99.763 unità. Quasi il 90% di loro sono donne: circa 87mila, contro poco più di 12mila uomini.
Una crescita ininterrotta da oltre mezzo secolo
Il trend è iniziato 55 anni fa e non ha mai conosciuto battute d’arresto. Dal 1963, anno in cui le statistiche sono state registrate per la prima volta, il numero di centenari è cresciuto esponenzialmente: dai 153 iniziali si è passati a oltre mille negli anni Ottanta, fino all’attuale record. Solo tra il 2024 e il 2025 i nuovi ultracentenari sono stati 4.644.
I primati individuali: Shigeko Kagawa e Kiyotaka Mizuno
La persona più anziana del Giappone è oggi Shigeko Kagawa, 114 anni, residente a Yamatokoriyama. Tra gli uomini il record appartiene a Kiyotaka Mizuno, 111 anni, originario di Iwata. Storie che incarnano un fenomeno nazionale ormai consolidato.
Le ragioni della longevità nipponica
Il segreto dei giapponesi si lega a un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo: 87,13 anni per le donne e 81,09 anni per gli uomini. Gli studiosi attribuiscono questo primato a diversi fattori:
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una drastica riduzione delle malattie cardiache e dei tumori più diffusi, come quelli al seno e alla prostata;
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un’alimentazione tradizionale basata su pesce, verdure e ridotto consumo di carne rossa;
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un tasso di obesità tra i più bassi a livello globale.
Questi elementi combinati hanno reso il Giappone un modello di longevità e di qualità della vita nella terza età.
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