di Carlo Longo
L’Italia conquista 41 posizioni nella classifica Newsweek dei migliori ospedali specializzati al mondo. Gemelli e Bambino Gesù tra le eccellenze globali
Secondo la classifica “World’s Best Specialized Hospitals 2026”, elaborata da Newsweek in collaborazione con Statista, l’Italia ottiene un risultato di rilievo internazionale: ben 41 strutture ospedaliere inserite tra le eccellenze mondiali.
Spiccano due nomi di prestigio della capitale: il Policlinico Gemelli, terzo al mondo per ostetricia e ginecologia, e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sesto nella graduatoria dedicata alla pediatria.
Otto ospedali italiani tra i primi 20 al mondo
Il ranking mondiale copre dodici specializzazioni mediche e per l’Italia emergono otto strutture classificate tra le prime venti posizioni globali:
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Policlinico Gemelli di Roma: 3° in ginecologia e 10° in gastroenterologia
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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: 6° in pediatria
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IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano: 11° in oncologia
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Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna: 11° in ortopedia
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Centro Cardiologico Monzino di Milano: 14° in cardiologia
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Istituto Neurologico Besta di Milano: 14° in neurologia e 17° in neurochirurgia
Questi piazzamenti rafforzano l’immagine dell’Italia come punto di riferimento per la medicina specialistica avanzata.
Il peso crescente degli ospedali specializzati
Come evidenziato da Newsweek, la domanda globale per cure altamente mirate è in forte espansione. Gli ospedali specializzati rispondono a esigenze sempre più complesse: dalle malattie rare agli interventi chirurgici di precisione.
Il settore, del resto, ha un impatto economico notevole: il mercato mondiale degli ospedali specializzati, valutato 74,8 miliardi di dollari nel 2023, è destinato a crescere fino a 176,5 miliardi entro il 2032, più che raddoppiando in meno di un decennio.
Nord e Centro trainano, il Sud resta indietro
Un aspetto che emerge chiaramente è lo squilibrio geografico. La gran parte degli ospedali premiati si trova nel Nord Italia, con Lombardia leader assoluta grazie a 16 strutture, concentrate soprattutto nell’area metropolitana di Milano.
Segue il Lazio con 8 ospedali, tutti localizzati a Roma, e il Piemonte con 4 centri (3 a Torino e 1 a Candiolo). Veneto e Toscana registrano 3 ospedali ciascuna, mentre Emilia-Romagna e Campania si fermano a 2. Liguria, Friuli Venezia Giulia e Marche ottengono 1 presenza a testa.
Il Sud risulta rappresentato soltanto da Napoli, con due strutture in classifica.
Il confronto con l’Europa e gli Stati Uniti
Nonostante il buon piazzamento italiano, i numeri restano inferiori rispetto ad altri Paesi europei. La Francia guida con 66 ospedali, seguita da Germania (59) e Regno Unito (53). L’Italia, con 41 strutture, precede invece la Spagna (28).
A livello globale domina nettamente gli Stati Uniti, che vantano 173 ospedali inseriti nella graduatoria.
Eccellenze italiane nelle varie discipline
Analizzando le singole specialità, emergono punte di eccellenza italiane:
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In oncologia, l’IEO di Milano si piazza 11° al mondo.
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In cardiologia, il Monzino è 14°, seguito dal San Raffaele di Milano e dal Gemelli di Roma.
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Per la neurologia e neurochirurgia, primeggia l’Istituto Besta.
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L’ortopedia vede protagonista il Rizzoli di Bologna, mentre in pediatria il Bambino Gesù conquista un posto nella top ten globale.
Italia in crescita, ma con margini di miglioramento
Il riconoscimento di 41 ospedali italiani conferma l’elevato livello della sanità nazionale, in particolare nei poli universitari e nelle strutture di ricerca del Nord. Tuttavia, la carenza di ospedali del Sud all’interno della classifica mette in evidenza un divario territoriale che resta una sfida cruciale per il futuro della sanità italiana.
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