di Corinna Pindaro
La Fed si prepara al primo taglio dei tassi da dicembre 2024. Attese per una riduzione di 0,25 punti, ma pesano i dati deboli sull’occupazione e le pressioni di Trump. Tra opportunità di crescita e timori di bolla, i mercati restano in tensione
Il 16 e 17 settembre la Fed si riunirà per decidere la sua prossima mossa di politica monetaria. Dopo mesi di immobilismo, i mercati scommettono
quasi con certezza su un taglio del costo del denaro: il tool FedWatch di CME Group attribuisce infatti un’88,2% di probabilità a una riduzione di 0,25 punti, che porterebbe i tassi nella fascia compresa tra il 4% e il 4,25%.
Una settimana fa le attese per questa mossa erano al 100%, ma l’11,8% degli investitori ha iniziato a puntare su un taglio più deciso, pari a mezzo punto percentuale, complice il rallentamento del mercato del lavoro.
Mercato del lavoro in difficoltà
Ad agosto negli Stati Uniti sono stati creati soltanto 22mila nuovi posti di lavoro, molto meno dei 75mila previsti e dei 79mila registrati a luglio. Questi dati hanno alimentato la convinzione che la Fed potrebbe optare per un intervento più marcato a sostegno dell’economia.
Le difficoltà si concentrano nei settori manifatturiero, edilizio, energetico ed estrattivo, con un calo complessivo di 25mila occupati. Anche il commercio all’ingrosso ha segnato una perdita significativa di 12mila posti.
Trump tra pressioni e contraddizioni
Donald Trump, che ha fatto della riduzione del costo del denaro una delle sue battaglie, non ha accolto con favore i dati negativi sull’occupazione. Il motivo è chiaro: in campagna elettorale aveva promesso di riportare le aziende negli Stati Uniti e rilanciare i posti di lavoro, obiettivi messi in discussione da un’economia che mostra segnali di rallentamento.
Le sue politiche protezionistiche e l’incertezza legata ai dazi hanno contribuito a frenare le assunzioni, colpendo soprattutto i lavoratori dei settori industriali.
Le mosse politiche di Trump sulla Fed
Il presidente ha già dimostrato la sua volontà di influenzare gli organi indipendenti dell’economia americana. Dopo aver sostituito la direttrice del Bureau of Labor Statistics, Erika McEntarfer, accusata di aver manipolato i dati sull’occupazione, Trump ha nominato Erwin John Antoni, vicino alle posizioni del think tank conservatore Heritage Foundation.
Lo stesso schema potrebbe ripetersi alla Fed. Trump punta a modificare la composizione del board per spostare gli equilibri interni: con l’arrivo del suo consigliere economico Stephen Miran e l’eventuale rimozione di Lisa Cook, il presidente potrebbe conquistare una maggioranza favorevole a un taglio aggressivo dei tassi.
Taglio dei tassi: opportunità e rischi
Gli analisti restano divisi sulle conseguenze di una riduzione del costo del denaro. Secondo UBS e Goldman Sachs, un primo taglio a settembre potrebbe aprire la strada a una serie di interventi fino a 100 punti base entro il 2026, con i tassi destinati a scendere al 3%. In questo scenario, l’indice S&P 500 potrebbe toccare i 6.600 punti già entro fine anno.
Tuttavia, non mancano le voci critiche. Ruchir Sharma, editorialista del Financial Times, avverte che un allentamento eccessivo rischierebbe di alimentare una nuova bolla, favorita dall’euforia per l’intelligenza artificiale e dai valori azionari già molto elevati.
Inflazione e lavoro: i veri nodi della Fed
La Fed si muove tra due obiettivi: stabilizzare i prezzi e sostenere l’occupazione. Se da un lato i segnali di rallentamento sul lavoro preoccupano, dall’altro l’inflazione resta oltre l’obiettivo del 2% da cinque anni consecutivi.
Il tasso di disoccupazione al 4,3% è ancora vicino ai minimi storici, mentre i prezzi continuano a crescere: secondo le stime di Bloomberg, l’inflazione core di agosto dovrebbe registrare un aumento dello 0,3% su base mensile, pari a un +3,1% annuo. Numeri che confermano come la battaglia contro il carovita sia tutt’altro che vinta.
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L’articolo Fed verso il taglio dei tassi: cosa aspettarsi dalla riunione di settembre e quali rischi corre l’economia USA proviene da Associated Medias.

