di Emilia Morelli
Banksy torna a colpire: un murale alla Royal Courts of Justice raffigura un giudice che schiaccia un attivista. L’opera denuncia il bando contro Palestine Action e la repressione delle proteste a Londra
Un nuovo lavoro di Banksy è apparso a Londra, sulle mura esterne della Royal Courts of Justice. L’opera raffigura un giudice con toga e parrucca tradizionale che abbatte il martello delle sentenze su un manifestante a terra, il quale stringe un cartello intriso di sangue.
L’immagine, pubblicata dall’artista sul suo profilo Instagram, non è stata accompagnata da spiegazioni. Tuttavia, per osservatori e media il messaggio è chiaro: una denuncia contro la decisione del governo britannico di mettere al bando Palestine Action, definita “organizzazione terroristica” dopo l’azione di protesta in una base della RAF contro le forniture di armi a Israele.
La repressione delle manifestazioni
Solo due giorni prima della comparsa del murale, circa 900 persone erano state arrestate nella capitale per aver sfilato in solidarietà con Palestine Action. I manifestanti rischiano fino a 14 anni di carcere per “sostegno al terrorismo”.
Una misura che, secondo molti, rappresenta un eccesso legislativo: le forze dell’ordine si trovano costrette a sorvegliare cortei pacifici invece di concentrarsi sulla lotta al crimine. Non sembra dunque casuale che Banksy abbia scelto proprio le mura del tribunale per raffigurare una giustizia che si abbatte su cittadini inermi.
Il destino del murale: coperto subito dopo l’apparizione
Pochi minuti dopo la scoperta, le autorità hanno coperto il murale con un telo, innalzato barriere e disposto la sorveglianza della polizia. Un destino già toccato ad altre opere di Banksy, spesso rimosse per censura o sottratte per fini economici.
Lo scorso anno, l’artista aveva realizzato a Londra una serie di installazioni a tema animale: dal gorilla allo zoo di Regent’s Park, al lupo su un’antenna a Peckham, fino ai pesci piranha davanti a una stazione di polizia. Anche in quei casi, molte opere furono rapidamente eliminate o ricollocate in musei.
Banksy, tra anonimato e mercato dell’arte
L’identità di Banksy resta avvolta nel mistero, ma inchieste giornalistiche hanno più volte indicato un artista underground di Bristol come l’uomo dietro lo pseudonimo. Nel frattempo, i suoi murales hanno conquistato le case d’asta, con opere celebri come Love is in the Bin, Devolved Parliament e Girl with Balloon che complessivamente hanno superato i 100 milioni di euro di valore.
Ancora una volta, Banksy unisce arte e provocazione, scegliendo la strada pubblica per lanciare un messaggio di denuncia politica che, pur destinato a essere rimosso, continua a circolare in tutto il mondo attraverso le immagini condivise online.
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