di Redazione
Mentre Washington rilancia un piano di cessate il fuoco con rilascio degli ostaggi, la tensione resta altissima: cinque morti in un attacco armato a Gerusalemme e oltre cinquanta vittime nei raid israeliani su Gaza City
A oltre 700 giorni dall’inizio del conflitto in Medioriente, la Casa Bianca prova a riaccendere la speranza con una nuova proposta di cessate il fuoco. L’iniziativa è firmata direttamente dal presidente Donald Trump, che ha annunciato i punti principali dell’accordo tramite il suo canale social, Truth. Il piano prevede il rilascio immediato di tutti i 48 ostaggi israeliani detenuti nella Striscia in cambio della liberazione di migliaia di prigionieri palestinesi, l’interruzione dell’operazione militare di Israele a Gaza e l’avvio di negoziati per una soluzione duratura del conflitto.
Secondo fonti vicine al governo di Benjamin Netanyahu, Tel Aviv starebbe valutando seriamente l’ipotesi, anche per via della crescente pressione interna da parte dei familiari dei sequestrati, sempre più attivi nelle manifestazioni pubbliche. Il Forum delle famiglie per il ritorno degli ostaggi ha definito la proposta americana «una svolta storica» e ha sollecitato l’esecutivo israeliano a dare pieno sostegno all’accordo. Hamas, dal canto suo, ha manifestato una disponibilità preliminare a discutere, pur evidenziando alcuni punti da chiarire. Tra le condizioni richieste: un impegno formale alla fine della guerra, il ritiro totale delle truppe israeliane dalla Striscia e la creazione di un comitato di gestione locale con rappresentanti palestinesi indipendenti.
Attacco armato a Gerusalemme: cinque vittime
Nel frattempo, la spirale di violenza continua a colpire. All’ingresso dello svincolo di Ramot Alon, a Gerusalemme, almeno cinque persone hanno perso la vita e numerosi civili sono rimasti feriti in un attacco armato definito “terroristico” dalle autorità israeliane. Secondo quanto riferito dal servizio di emergenza Magen David Adom, due uomini armati avrebbero aperto il fuoco contro un autobus di linea nei pressi della città. L’attacco è stato fermato dalle forze di sicurezza, che hanno ucciso i due attentatori sul posto.
Le immagini dell’assalto hanno rapidamente fatto il giro dei media israeliani, aumentando ulteriormente la tensione nella capitale. Il movente e l’affiliazione degli aggressori non sono ancora stati confermati ufficialmente, ma l’episodio riporta l’attenzione sulla fragilità della situazione anche al di fuori del perimetro di Gaza.
Offensiva a Gaza: almeno 52 morti in 24 ore
Decisamente più alto il numero delle vittime a Gaza. Mentre la diplomazia tenta faticosamente di ricucire, l’esercito israeliano prosegue la sua avanzata nel cuore di Gaza City. Raid aerei e operazioni di terra hanno portato alla distruzione di numerosi edifici considerati covi strategici di Hamas. Il bilancio delle ultime 24 ore è pesante: almeno 52 palestinesi uccisi secondo fonti locali, tra cui anche civili, nonostante gli ordini di evacuazione.
Le forze armate israeliane dichiarano di colpire solo obiettivi militari, ma le immagini che emergono dai quartieri centrali della Striscia raccontano una realtà diversa: famiglie in fuga, infrastrutture civili ridotte in macerie, e un’emergenza umanitaria sempre più grave. In questo contesto, l’eventuale tregua proposta dagli Stati Uniti potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma resta tutta da costruire.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Nuova proposta di tregua tra Israele e Hamas, ma la violenza non si arresta proviene da Associated Medias.

