di Corinna Pindaro

Il vicepremier Antonio Tajani rilancia la storica ricetta di Forza Italia: meno tasse su tredicesime, straordinari e premi di produzione. Nella manovra anche taglio Irpef e revisione dell’Ires premiale

tajaniIl leader di Forza Italia e vicepremier Antonio Tajani ha avanzato una proposta destinata a far discutere: la detassazione delle tredicesime mensilità. Intervenendo a Milano, ha spiegato che la soluzione per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori non è né il reddito di cittadinanza né il salario minimo, ma un alleggerimento fiscale sulle voci variabili dello stipendio. L’idea riprende la “ricetta classica di Berlusconi”: meno tasse per sostenere famiglie e consumi.

Un’ipotesi già tentata in passato

Quella della tredicesima senza tasse non è una novità assoluta. Nel 2023, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo aveva presentato una proposta simile, volta a garantire più liquidità ai lavoratori durante le festività. L’iniziativa, però, si arenò per i costi troppo elevati.

Nel 2024 il governo ha optato per una misura più limitata: il cosiddetto “bonus Natale”, un’indennità di 100 euro destinata a 4,5 milioni di dipendenti con redditi medio-bassi e figli a carico.

Detassazione di straordinari, festivi e premi di produzione

La proposta di Forza Italia non si ferma alle tredicesime. Tajani chiede anche la detassazione di straordinari e lavoro festivo, oggi soggetti all’Irpef ordinaria, oltre al mantenimento della tassazione agevolata sui premi di produttività. Attualmente questi ultimi sono tassati al 5%, entro un tetto di 3.000 euro, fino al 2027 e per redditi fino a 80.000 euro.

Secondo il partito azzurro, rendere più leggere le trattenute su queste voci significherebbe incentivare la produttività e favorire una redistribuzione diretta in busta paga.

Modifiche a Ires premiale e Irpef per il ceto medio

Oltre agli interventi sul lavoro dipendente, nel pacchetto di Forza Italia figura anche la revisione dell’Ires premiale, introdotta in via sperimentale con l’ultima manovra per agevolare le imprese che reinvestono e assumono. Per Tajani, rivedere questa misura è fondamentale per sostenere la crescita e la competitività delle aziende italiane.

Sul fronte dell’Irpef, si punta invece a un taglio per il ceto medio: riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% e ampliamento dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro. Un intervento che, secondo FI, alleggerirebbe la pressione fiscale su milioni di famiglie.

La sfida della manovra e i nodi di bilancio

Le proposte di Forza Italia si inseriscono nel delicato dibattito sulla prossima legge di bilancio, in un contesto di vincoli stringenti per la spesa pubblica. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha escluso l’ipotesi di una manovra correttiva, pur ammettendo che le spese per la difesa peseranno sui conti.

La partita resta dunque aperta: tra obiettivi di crescita e compatibilità finanziaria, il governo dovrà decidere se e come tradurre le richieste di Tajani in misure concrete.

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