di Martina Esposito
Il primo ministro affronta oggi il voto di fiducia dell’Assemblée Nationale, con poche possibilità di sopravvivenza politica. All’apice di una crisi istituzionale e sociale, l’impopolarità di Bayrou e Macron raggiunge livelli storici
È nel pieno di una grave crisi politica che il primo ministro francese François Bayrou si presenta oggi all’Assemblée Nationale per difendere il suo esecutivo in un voto di fiducia che appare già segnato. Alla vigilia dello scrutinio, Bayrou ha denunciato un Parlamento frammentato e bellicoso, in cui forze rivali si uniscono solo per abbattere il governo. Il clima è teso, la posta in gioco altissima.
La Francia sull’orlo del collasso politico
La fiducia richiesta da Bayrou si basa sull’approvazione di un piano di risparmi da 44 miliardi di euro, volto a ridurre deficit e debito pubblico, attualmente rispettivamente al 5,8% e al 113% del PIL. Fin dal suo insediamento, il premier aveva parlato di un “Himalaya di difficoltà”: oggi deve ammettere di non aver trovato la vetta.
Intanto, le opposizioni – dai socialisti al Rassemblement National – pur profondamente in disaccordo su temi cruciali, si compattano per dire no al governo. La legge di bilancio, con tagli ai servizi sociali, ha acceso la protesta nelle piazze, mentre nuovi cortei sono previsti per il 10 settembre. Il malessere generale si riflette anche nei sondaggi: secondo Le Figaro, solo il 15% dei francesi ha fiducia in Macron, e Bayrou tocca appena il 14%. Secondo Elabe, il 69% dei cittadini chiede nuove elezioni e il 67% vorrebbe le dimissioni del presidente.
Fiducia in Parlamento: tempistiche e prospettive
La procedura comincia oggi alle ore 15. Bayrou ha aperto il dibattito con una dichiarazione di politica generale focalizzata sulle finanze pubbliche. Si tratta del 42° voto di fiducia nella storia della Quinta Repubblica. I gruppi parlamentari – tra cui i socialisti con Boris Vallaud, il Rassemblement National con Marine Le Pen e il blocco macronista con Gabriel Attal – stanno ora intervenendo con le loro repliche.
Il premier potrà poi rispondere senza limiti di tempo, prima che i deputati si ritirino per trenta minuti e procedano alla votazione. I risultati sono attesi in serata, probabilmente dopo le 19:00. Per ottenere la fiducia, Bayrou ha bisogno della maggioranza dei voti espressi, ma dispone solo di 210 seggi contro i 353 delle opposizioni. Le annunciate astensioni tra i repubblicani riducono ulteriormente le sue possibilità.
Se il voto sarà negativo – scenario altamente probabile – Bayrou sarà obbligato a dimettersi, come previsto dall’articolo 50 della Costituzione. Si aprirà allora una fase di grande incertezza: elezioni anticipate, nomina di un nuovo premier senza maggioranza o, in ultima istanza, dimissioni dello stesso Emmanuel Macron.
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