di Emilia Morelli

Javier Milei subisce una dura battuta d’arresto: il peronismo vince le elezioni provinciali di Buenos Aires mentre il governo è travolto dallo scandalo che coinvolge Karina Milei

mileiIl presidente argentino Javier Milei ha incassato la più grave sconfitta politica dal suo insediamento. Nelle elezioni provinciali di Buenos Aires, tenutesi domenica 7 settembre, il movimento peronista ha conquistato il 47% dei voti, contro il 33,8% ottenuto da La Libertad Avanza, il partito guidato dal capo di Stato. Un divario di oltre tredici punti che segna una netta affermazione dell’opposizione nella regione più popolosa del Paese, abitata da quasi il 40% degli argentini.

Una campagna trasformata in un referendum personale

Milei aveva impostato la sfida elettorale come una vera e propria battaglia ideologica, dichiarando che sarebbe stata l’occasione per mettere fine al dominio peronista nel suo “ultimo bastione”. In numerosi comizi il presidente aveva parlato di un “chiodo finale nella bara del peronismo”, presentando il voto come un banco di prova per la sua rivoluzione liberista. Il risultato, però, ha smentito le aspettative e ha messo in discussione la forza del suo progetto politico.

Lo scandalo che scuote la presidenza

La sconfitta elettorale è stata aggravata dal recente scandalo che coinvolge Karina Milei, sorella e braccio destro del presidente. Un audio diffuso nelle scorse settimane ha rivelato presunte richieste di tangenti per appalti pubblici riguardanti l’acquisto di farmaci destinati a persone con disabilità. Secondo l’accusa, sarebbero stati coinvolti Karina Milei ed Eduardo Menem, mentre a diffondere le informazioni sarebbe stato Dario Spagnuolo, ex responsabile dell’Agenzia Nazionale della Disabilità e amico di lunga data del presidente.

Nonostante la difesa a spada tratta di Milei, che ha parlato di un complotto orchestrato dai peronisti, la vicenda ha generato forte malcontento tra i suoi sostenitori. L’ultraliberista aveva infatti costruito la sua ascesa politica denunciando la corruzione dei governi precedenti, in particolare quelli peronisti.

Economia in bilico e mercati in allarme

Se da un lato Milei era riuscito a conquistare consensi promettendo la rinascita economica e vantando i primi segnali di calo dell’inflazione grazie ai duri tagli alla spesa pubblica, dall’altro la crisi politica rischia di minare la fiducia dei mercati. Gli analisti prevedono una settimana turbolenta per il peso argentino, già in forte difficoltà nel confronto con il dollaro.

Il peronismo torna a sperare

La vittoria di Buenos Aires ha ridato slancio ai peronisti, che guardano con ottimismo alle imminenti elezioni di medio termine del 26 ottobre, decisive per il rinnovo di Parlamento e Senato. A festeggiare è stata anche Cristina Kirchner, storica leader peronista, che ha celebrato il risultato dal balcone della sua residenza nonostante si trovi ai domiciliari per una condanna legata a corruzione.

Secondo le sue parole, il movimento si prepara a riconquistare il potere a livello nazionale, aprendo una nuova fase di scontro politico in Argentina.

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