di Carlo Longo
A Gaza City cresce l’emergenza umanitaria: nuovi raid israeliani, oltre 70 morti in 24 ore, sette bambini tra le vittime. Hamas diffonde un video di due ostaggi. L’Unicef avverte: «Infanzia a rischio sopravvivenza»
Nelle ultime ore la Striscia di Gaza è stata nuovamente teatro di violenti bombardamenti. Secondo fonti palestinesi e l’emittente Al Jazeera, i raid israeliani hanno causato la morte di almeno 18 persone nella sola notte, tra cui sette bambini. Il bilancio complessivo delle ultime 24 ore si attesterebbe a 75 vittime, di cui 44 soltanto a Gaza City. Colpiti non solo edifici residenziali ma anche tende di sfollati, con interi nuclei familiari sterminati e ospedali sommersi dall’arrivo di feriti.
Colpito un grattacielo nel cuore della città
L’Idf ha rivendicato l’attacco contro un palazzo di 12 piani, ritenuto una base operativa di Hamas. Israele ha dichiarato di aver avvisato preventivamente i residenti per permettere l’evacuazione, con il ministro della Difesa Israel Katz che ha parlato del «primo ordine formale di sgombero». Lo stesso Katz, attraverso i social, ha annunciato un’intensificazione delle operazioni militari, affermando che «le porte dell’inferno a Gaza stanno per essere spalancate».
Hamas pubblica un nuovo video degli ostaggi
In parallelo, Hamas ha diffuso un filmato di 28 secondi che mostra due ostaggi israeliani, Guy Gilboa-Dalal e Alon Ohel. Le immagini, registrate il 28 agosto 2025, sono state pubblicate sul canale Telegram del movimento e poi rilanciate dai media locali. Gilboa-Dalal, visibilmente provato, implora il rilascio e la possibilità di tornare dalla propria famiglia. Le associazioni delle famiglie degli ostaggi hanno chiesto cautela nella diffusione del materiale per rispetto dei parenti.
Il caso del piccolo Abboud, dato per morto a maggio
Ad alimentare confusione e tensione è anche la vicenda di Abdul Rahim Muhammad Hamden, conosciuto come Abboud. Il bambino di otto anni, che a maggio era stato indicato come ucciso durante la distribuzione di aiuti, sarebbe in realtà vivo. A confermarlo è stata la Gaza Humanitarian Foundation, che ha dichiarato di averlo evacuato dalla Striscia insieme alla madre. Una notizia accolta come segno di speranza dopo mesi di dolore e incertezze.
Allarme umanitario: «Un luogo dove i bambini non sopravvivono»
L’Unicef ha lanciato un appello drammatico: Gaza City è diventata «una città di paura e funerali», ha detto Tess Ingram, funzionario dell’agenzia Onu. I servizi essenziali sono al collasso e dei 92 centri nutrizionali pediatrici, meno della metà è ancora in funzione. Ingram ha raccontato scene di bambini separati dai genitori, madri disperate e piccoli ridotti alla fame. «L’impensabile non è imminente, è già realtà», ha avvertito.
Israele e Bruxelles ai ferri corti
Sul piano diplomatico, cresce anche lo scontro tra Israele e l’Unione Europea. Dopo che la vicepresidente della Commissione, Teresa Ribera, ha definito la guerra a Gaza un «genocidio», il ministero degli Esteri israeliano ha reagito con durezza. Tel Aviv ha respinto le accuse, accusando Bruxelles di ripetere la propaganda di Hamas e ribadendo che la priorità resta la liberazione degli ostaggi.
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