di Redazione
Un nucleo armato è stato scoperto in un B&B a Viterbo. Gli inquirenti sospettano che il commando volesse far evadere il boss turco Boris Boyun
Mercoledì notte il tradizionale trasporto della macchina di Santa Rosa a Viterbo avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Un piccolo commando legato al boss turco Boris Boyun era infatti pronto a sparare su una folla di quarantamila persone: l’attentato è stato sventato appena in tempo, quando un nucleo armato di mitragliatrice e pistole è stato scoperto in un B&B in via di Santa Rosa. Sono stati bloccati due uomini, che non hanno risposto alle domande degli inquirenti, e un passaporto non corrisponde a uno degli arrestati, quindi potrebbe esserci un latitante. Ad allertare la polizia, che è intervenuta nel pomeriggio, era stata allertata dalla direzione della struttura, insospettita dall’assenza di bagagli degli ospiti turchi. L’ipotesi degli investigatori è che il commando volesse far evadere il boss detenuto in carcere.
L’allarme anche tra i cittadini
La tradizione vuole che le luci rimangano spente durante il passaggio della macchina illuminata, ma per l’allarme sono rimaste accese. Proprio in quei momenti, tra i fischi della popolazione, in Prefettura veniva convocato un comitato di sicurezza e in città erano già a lavoro Nocs e unità cinofile antibomba. «C’è stato un pericolo concreto, per questo ci siamo visti costretti a non spegnere le luci», ha poi spiegato la sindaca Chiara Frontini, anche se il buio è poi tornato nella parte finale della processione.
Nonostante ciò la manifestazione si è svolta regolarmente, mentre le autorità presenti sono state condotte in luoghi sicuri. Tra loro il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, messo in sicurezza in caserma, invece la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il deputato Mauro Rotelli e altri hanno osservato il trasporto dalle finestre del Comune. All’ambasciatore israeliano è stato invece sconsigliata la partecipazione.
La mafia turca a Viterbo
Gli inquirenti hanno ipotizzato che il commando armato volesse liberare Boyun, boss arrestato l’anno scorso a Bagnaia con alcuni dei suoi sodali. La sua rete ha però continuato a espandersi, anche attraverso la gestione di B&B usati come deposito di armi e basi d’azione. Tra gli altri recenti sviluppi della malavita viterbese, l’arresto ad agosto di Ismail Atiz, accusato di più reati, tra cui riciclaggio ed estorsione, mentre un altro esponente della mafia è stato bloccato nei giorni scorsi. Secondo le ipotesi degli investigatori, a Viterbo potrebbero esserci cellule dormienti che controllerebbero un traffico internazionale di armi e droga, oltre a essere legate al fondamentalismo islamico dell’Isis Khorasan.
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