di Mario Tosetti
Un portale online diffonde video rubati da oltre 2mila telecamere private. Yarix segnala il caso alla Polizia Postale: cresce l’allarme privacy
Dopo lo scandalo Phica, emerge un’altra grave violazione della sicurezza digitale. Un sito accessibile dai motori di ricerca ospita migliaia di filmati rubati da
telecamere di sorveglianza installate in abitazioni, centri estetici e studi medici. La scoperta è stata fatta da Yarix, società trevigiana specializzata in cybersecurity del gruppo Var, che ha immediatamente segnalato l’accaduto alla Polizia Postale.
Una piattaforma attiva da mesi
L’analisi ha rivelato che la piattaforma è operativa almeno da dicembre 2024 e raccoglie contenuti provenienti da oltre 2mila videocamere hackerate in tutto il mondo. Gli utenti possono visionare gratuitamente brevi estratti, ma è anche possibile acquistare l’accesso diretto ai dispositivi con prezzi che vanno dai 20 ai 575 dollari. I pagamenti avvengono tramite un bot su Telegram, che consente di scegliere le telecamere in base alla popolarità e al numero di visualizzazioni. Alcuni filmati hanno già superato le 20mila visualizzazioni.
Un archivio organizzato come un motore di ricerca
Il sito funziona come una vera e propria piattaforma video: i contenuti vengono classificati per tag, indicando luogo, stanza, persone e attività riprese. Questo sistema rende possibile cercare i filmati per categoria o area geografica. I video arrivano da diversi Paesi, tra cui Francia, Germania, Russia, Ucraina, Messico e Argentina. In Italia sono stati già individuati almeno 150 filmati, un numero in crescita costante.
Un dominio registrato alle Isole Tonga
La piattaforma è ospitata su un dominio registrato alle Isole Tonga, scelta che consente ai gestori di mantenere un livello maggiore di anonimato e sfuggire ai vincoli legali di Paesi con normative più severe. L’assenza di accordi di cooperazione internazionale in materia di privacy e cybercrime rende infatti difficile per le autorità bloccare l’attività.
Una presunta finalità di sensibilizzazione
Nella sezione “About”, i responsabili del sito affermano di voler sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati a vulnerabilità hardware e software. In realtà, il modello di business appare evidente: sfruttare la curiosità morbosa per monetizzare attraverso abbonamenti e vendite, mascherando l’attività sotto la veste di un progetto di consapevolezza digitale.
Le indagini delle autorità
La scoperta è stata segnalata da Yarix al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia, con cui l’azienda collabora dal 2016. La Polizia Postale sta ora verificando se tutti i filmati provengano da telecamere violate a insaputa delle vittime o se siano stati inseriti anche contenuti realizzati ad hoc per incrementare traffico e guadagni. Intanto, il team di Cyber Threat Intelligence di Yarix continua a monitorare il portale, mentre cresce la preoccupazione per l’esposizione di una quantità enorme di dati sensibili e per le possibili conseguenze sulla privacy delle persone coinvolte.
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