di Carlo Longo

Macron e Zelensky ottengono il sostegno di 26 Paesi per l’Ucraina, ma Italia e Germania frenano sull’invio di truppe

volenterosiA Parigi si è svolto un nuovo incontro della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, composta da ventisei Paesi pronti a garantire il proprio supporto all’Ucraina. Emmanuel Macron, ospitando Volodymyr Zelensky all’Eliseo, ha annunciato che gli Stati coinvolti si sono detti disponibili a inviare forze di rassicurazione sul territorio ucraino dopo la firma di un eventuale accordo di pace. Tuttavia, ogni Paese agirà con modalità differenti: alcuni potrebbero inviare contingenti, altri mettere a disposizione basi e strutture della NATO.

Nessuna svolta nei negoziati di pace

Il vertice giunge in un contesto internazionale ancora incerto. Nonostante le attese generate dall’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska e da quello successivo con Zelensky alla Casa Bianca, non si registrano passi concreti verso una tregua. Macron ha ribadito che la principale responsabilità del conflitto ricade su Mosca, accusando il Cremlino di avanzare richieste “immorali e irrealizzabili”, come il ritiro delle forze ucraine da territori che hanno già comportato enormi perdite umane per la Russia.

Italia e Germania mantengono la linea prudente

Se diversi Stati membri della Coalizione hanno aperto alla possibilità di un impegno militare, l’Italia e la Germania restano ferme sulle proprie posizioni. Giorgia Meloni ha ribadito che Roma non invierà soldati in Ucraina, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che Berlino deciderà solo quando saranno chiarite le condizioni politiche e operative. Le due capitali, pur partecipando al vertice in videocollegamento, non hanno mostrato alcun segnale di cambiamento.

I protagonisti del summit

Accanto a Macron e Zelensky hanno preso parte all’incontro diversi leader europei, tra cui Ursula von der Leyen, Antonio Costa, Alexander Stubb e i premier di Belgio, Danimarca, Olanda e Polonia. Presenti anche rappresentanti di Paesi extraeuropei come Canada, Australia e Giappone. Un momento significativo è stata la partecipazione di Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, che ha avuto colloqui riservati con i consiglieri diplomatici di Francia, Regno Unito, Germania e Italia.

Il ruolo degli Stati Uniti e la linea di Trump

Gli Stati Uniti restano l’attore decisivo per qualsiasi scenario futuro. Nel corso di una telefonata con i leader europei, Donald Trump ha chiesto agli alleati di interrompere l’acquisto di petrolio russo, accusato di finanziare lo sforzo bellico di Mosca, e di aumentare la pressione economica sulla Cina. Pur mostrando aperture verbali verso una possibile soluzione, il presidente americano ha evitato di fornire impegni chiari, alimentando ulteriori incertezze sul sostegno concreto di Washington alle iniziative europee.

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