di Martina Esposito

La calamità ha colpito la regione occidentale del Darfur in Sudan, dove i soccorsi faticano ad accedere per i continui combattimenti

Oltre mille persone sono morte per una frana che ha colpito la regione occidentale del Darfur in Sudan. Lo ha annunciato un gruppo ribelle che controlla la zona, per cui “c’è un solo sopravvissuto”. Come ha dichiarato l’Esercito-movimento di liberazione del Sudan (Emlps) in un comunicato, la frana che si è abbattuta sul villaggio di Tarasin sui monti Marra ha infatti distrutto completamente parte della regione. Dopo la calamità, il gruppo ha fatto appello alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni umanitarie per il recupero delle vittime ancora sepolte sotto i detriti.

Come ha dichiarato il governatore del Darfur Minni Minnawi, la vicenda è una “tragedia umanitaria che va oltre i confini della regione”. Il governatore si è poi rivolto alle organizzazioni internazionali, chiedendo di “intervenire con urgenza e fornire supporto e assistenza in questo momento critico, perché la tragedia è più grande di ciò che il nostro popolo può sopportare da solo”. A complicare l’ingresso dei soccorsi, i continui combattimenti in gran parte del Darfur, compresa l’area in cui si è verificata la frana, che limitano l’accesso dell’assistenza umanitaria. Il Sudan è infatti coinvolto in una guerra civile tra l’esercito e i paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf), ragione per cui il Paese africano sta affrontando una grave crisi umanitaria. In questo quadro, l’Esercito è rimasto per lo più fuori dai combattimenti, ma controlla parti della catena montuosa più alta del Sudan.

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