di Martina Esposito

L’accordo con Gazprom si inserisce nel contesto di collaborazione consolidato nel vertice Sco 2025

Dopo il vertice Sco a Tanjin il colosso energetico russo Gazprom ha firmato “un accordo giuridicamente vincolante” per la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 verso la Cina e del gasdotto di transito Soyuz Vostok, pensato per attraversare la Mongolia. Incrementano quindi i flussi di gas alla Cina, che attualmente è rifornita dalla Russia tramite un altro gasdotto, Power of Siberia. E se ora la capacità di trasporto prevista è di 38 miliardi di metri cubi all’anno, grazie a questo nuovo accordo dal 2027 la “rotta dell’Estremo Oriente” dovrebbe aumentare le forniture annuali russe di altri 10 miliardi di metri cubi.

La firma testimonia così la solidità dell’asse costruito tra Xi Jinping e Vladimir Putin: “le relazioni Cina-Russia hanno resistito alla prova delle mutevoli circostanze internazionali”, ha affermato il presidente cinese, che in occasione del vertice Sco ha rilanciato la sua “Global governance initiative”, ampiamente sostenuta dal leader russo e dal premier indiano Modi. “La mia iniziativa di governance globale – ha spiegato Xi – mira a collaborare con tutti i Paesi che condividono gli stessi ideali per sostenere con fermezza scopi e principi della Carta dell’Onu e promuovere la costruzione di un sistema di governance globale più giusto ed equo”.

Ed è in una fase in cui i legami bilaterali sono, come ha affermato Putin, senza precedenti che si colloca la firma del nuovo accordo sul gas. Dopo gli incontri con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev e con il premier pakistano Shahbaz Sharif, Xi ha tenuto un trilaterale con il presidente mongolo Ukhnaa Khurelsukh e Vladimir Putin, proprio in vista del progetto di costruzione del gasdotto Power of Siberia 2, soprattutto vista la necessità di realizzare un tratto dell’infrastruttura proprio in Mongolia.

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