di Martina Esposito
In un’intervista al Daily Caller il presidente degli USA non esclude un trilaterale ma sottolinea come la guerra sia un affare degli europei
«Forse, devono combattere ancora un po’. Continuare stupidamente a combattere». Così Trump commenta l’impasse tra Russia e Ucraina al quotidiano conservatore Daily Caller. A due settimane dal summit di Ferragosto in Alaska, il presidente americano ha riconosciuto come un bilaterale tra Putin e Zelensky sia improbabile. «Pensavo davvero che ce l’avremmo fatta», spiega Trump, che sta progressivamente sminuendo il proprio ruolo nella mediazione per la pace in Ucraina, pur lasciando sul tavolo l’opzione di un trilaterale tra lui, Putin e Zelensky. Resta da chiedersi se il tycoon intenda ritirarsi o meno da un ruolo di mediazione tra i due Paesi in conflitto dal febbraio 2022. In alternativa, Trump ha promesso di imporre sanzioni secondarie: un’opzione che bloccherebbe gli sforzi per la pace di queste settimane.
Il presidente americano sembra aver cominciato a sminuire il proprio ruolo in un trilaterale dopo la telefonata con Putin avvenuta a seguito del summit con Zelensky e gli europei del 18 agosto. Da lì, le ipotesi di un bilaterale tra Russia e Ucraina, mentre il 29 agosto Trump afferma al Daily Caller come l’ipotesi sia ancora possibile, chiarendo però che «a volte le persone non sono pronte. Ho usato un’analogia un paio di volte: al campo giochi ci sono due bambini, si odiano e iniziano a fare a botte e tu vuoi che si fermino, ma continuano. Dopo un po’ sono contenti di fermarsi… A volte è così».
Insomma, il presidente sta ancora valutando se tirarsi indietro in attesa che le parti in conflitto dimostrino più flessibilità. Nel caso in cui la Russia non dovesse dimostrarsi seria sui negoziati, Trump ha già piuttosto chiaro lo scenario: «Prenderò una decisione su quello che faremo, una decisione importantissima che riguarderà se imporre massicce sanzioni o massicci dazi o entrambe le cose, oppure non faremo nulla e diremo: è la vostra battaglia». Anche negli ultimi giorni, il tycoon sottolinea infatti come la guerra in Ucraina sia un affare degli europei. «Non è la nostra guerra – dichiara – non ci costa nulla».
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