di Carlo Longo
La Germania accelera sulla transizione energetica: incentivi ai pescatori del Mare del Nord per abbandonare la pesca ai gamberetti e fare spazio ai parchi eolici. Tra sostenibilità, scontro politico e impatti economici, ecco cosa sta accadendo
Nel Mare del Nord si gioca una partita che unisce politica, economia e ambiente. Il governo tedesco ha proposto ai pescatori locali di rinunciare alla pesca dei gamberetti in cambio di incentivi economici, così da liberare spazio alle imponenti pale eoliche offshore. Berlino punta infatti a coprire il 100% del fabbisogno energetico nazionale con fonti rinnovabili e considera il Mare del Nord un’area strategica grazie al vento costante e ai bassi fondali, perfetti per ospitare grandi parchi eolici.
Il ruolo di TotalEnergies e i primi attriti
La svolta è arrivata nel 2023, quando TotalEnergies ha investito 5,5 miliardi di euro per sviluppare due parchi eolici al largo delle coste tedesche. L’area individuata, però, coincide con una delle zone più frequentate dai pescatori di gamberetti. Per superare l’ostacolo, nel 2024 il governo guidato da Olaf Scholz ha stanziato 20 milioni di euro a favore dei pescatori disponibili a demolire le proprie imbarcazioni. Una decisione che ha alimentato forti critiche politiche, soprattutto da parte di Alternative für Deutschland, contraria a un ridimensionamento della pesca tradizionale.
La stretta europea sulla pesca a strascico
Alla base di questa scelta c’è anche un obbligo comunitario. L’Unione europea ha approvato un piano che vieta la pesca a strascico dal 2030, considerata una delle pratiche più distruttive per i fondali marini. La Germania ha così colto l’occasione per allineare la sua strategia energetica con quella ambientale, incentivando i pescatori a uscire dal settore. Nonostante i ricorsi presentati alla Corte di giustizia europea, i giudici hanno confermato i divieti, rafforzando la linea intrapresa da Berlino.
Amburgo ridisegna la mappa marittima
Il nuovo piano marittimo di Amburgo, in vigore dal 2025, riduce di un terzo le aree riservate alla pesca degli scampi, dando priorità alla produzione di energia rinnovabile. Secondo le autorità locali, l’interesse pubblico legato agli impianti eolici supera quello economico legato alla pesca, considerata meno strategica nel lungo periodo.
Incentivi e prospettive future
Con l’arrivo al governo del cristiano-democratico Friedrich Merz, la direzione politica non è cambiata. Gli incentivi statali sono particolarmente vantaggiosi per i pescatori più anziani, che possono ritirarsi con un compenso e liberarsi di imbarcazioni ormai invendibili. Diverso il discorso per chi intende continuare a lavorare in mare: con meno navi attive, i costi fissi di manutenzione delle infrastrutture dovranno essere sostenuti da un numero ridotto di imprese, aumentando il peso economico sui singoli operatori. Se la Commissione europea approverà la bozza di programma, gli incentivi potrebbero essere erogati già entro la fine dell’anno.
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