di Martina Esposito

Dopo una scossa di magnitudo 6 le autorità afghane hanno registrato morti e feriti nella zona orientale del Paese

Il 31 agosto un forte terremoto ha causato almeno 800 morti e 2.800 feriti nell’Afghanistan orientale. Stando a quanto riportato dal ministero dell’Interno del Paese, i soccorsi faticano a raggiungere alcune zone rimaste isolate per il sisma, che con una scossa di magnitudo 6 della scala Richter ha colpito una serie di città nella provincia di Kunar, vicino a Jalalabad. In particolare, l’Autorità per la Gestione dei Disastri di Kunar ha dichiarato che i morti e i feriti sono stati registrati nei distretti di Nur Gul, Soki, Watpur, Manogi e Chapadare.

«Il numero di vittime e feriti è elevato, ma visto che l’area è di difficile accesso, le nostre squadre sono ancora sul posto», ha affermato il portavoce del ministero della Salute afgano, Sharafat Zaman. Il sisma si è verificato alle 23:47 con epicentro a 27 chilometri a est-nordest della città di Jalalabad, nella provincia di Nangarhar. Decine le case ridotte in macerie, come fanno sapere le fonti del governo talebano alla Bbc. La maggior parte dei danni si registra nella provincia di Kunar, al confine con il Pakistan, raggiungibile solo per via aerea. Le frane hanno infatti bloccato le strade con cui i soccorsi avrebbero potuto raggiungere la valle, che si trova in una zona montuosa. Intanto nella provincia di Nangahar arrivano negli ospedali i volontari per donare il sangue.

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