di Ennio Bassi

Dalla Mostra un appello per il giovane detenuto nel carere di  Caracas da oltre 300 giorni

Alla Mostra del Cinema di Venezia, il mondo del cinema e della cultura si unisce per chiedere la liberazione di Alberto Trentini, il giovane veneziano detenuto da più di trecento giorni in un carcere di Caracas, in Venezuela, senza accuse precise. La voce più forte è quella di sua madre, Armanda Colusso, che ha partecipato a un incontro pubblico organizzato dall’Associazione Articolo 21, in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici e l’associazione Isola Edipo. “Esigiamo che il nostro governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto. Ogni giorno in più di detenzione e attesa produce una intollerabile sofferenza”, ha dichiarato con emozione.

L’evento si è svolto alla Casa degli Autori, uno degli spazi culturali della Mostra, situato nel cortile del patronato della Chiesa di Sant’Antonio al Lido, proprio sotto il terrazzino della casa in cui viveva Alberto. Un luogo simbolico, che ha reso ancora più toccante l’incontro.La mobilitazione della comunità artistica e giornalistica vuole tenere alta l’attenzione su una vicenda che continua a suscitare indignazione. L’assenza di un capo d’accusa ufficiale e la lunga detenzione rappresentano una grave violazione dei diritti umani, che ora trova una cassa di risonanza potente nel prestigioso contesto della Mostra del Cinema.Il cinema, da sempre attento alle ingiustizie e alla difesa della libertà, diventa così megafono di una battaglia civile che non può più essere rimandata.

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