di Aisha Harrison
Una batosta per il mercato che vale oltre 2 miliardi di euro: nuove restrizioni europee vietano due ingredienti base nei semipermanenti UV. Professionisti e fornitori costretti a riformulare.
Una manicure perfetta, brillante e resistente, è diventata il biglietto da visita di milioni di donne (e non solo) in tutto il mondo. Ma dietro gli smalti permanenti e semipermanenti e i gel UV si nasconde un lato tossico che sta per essere messo fuori gioco dalla normativa europea.Dal primo settembre l’Unione Europea vieterà la vendita e l’utilizzo di prodotti per unghie contenenti Tpo (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e Dmta(Dimethyltolylamine), due sostanze ritenute pericolose per la salute. Saranno illegali anche se già acquistati in precedenza, senza eccezioni. Una stretta storica, che segna una svolta in un settore glamour e in rapida crescita. Il motivo? Quella bellezza che sembra innocua può in realtà fare male — molto male. Le due sostanze finite nel mirino dell’Ue sono fondamentali nel processo di polimerizzazione dei gel sotto lampada Uv. In pratica: senza di loro, niente semipermanente come lo conosciamo oggi. Ma gli studi scientifici parlano chiaro: possono essere tossiche per la riproduzione, mutagene, citotossiche e legate a un aumento del rischio di tumori alla pelle.
Uno studio pubblicato su Nature Communications ha mostrato che una sessione da 20 minuti sotto le lampade UV può causare la morte del 30% delle cellule esposte. Un uso regolare, anche con protezioni, non garantisce una difesa completa. Gli operatori dei nail salon sono esposti ogni giorno a composti chimici tossici come toluene, benzene e formaldeide. Secondo alcuni studi americani, l’esposizione quotidiana in salone è paragonabile a quella di un operaio in una raffineria. E il problema non riguarda solo l’aria: molti prodotti venduti non riportano nemmeno correttamente le percentuali di ingredienti tossici.
Il giro d’affari globale dello smalto è stato valutato in 15,2 miliardi di dollari nel 2022. In Italia, il fatturato del comparto cosmetico ha raggiunto 13,3 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del +12,1%. Ma con l’arrivo del nuovo regolamento (CLP UE 2023/1490 e UE 2025/877), tutto cambia. I saloni dovranno controllare ogni prodotto, interrompere l’uso delle formule vietate e trovare alternative sicure. Non si potrà più usare nemmeno ciò che è già sugli scaffali. Le imprese sono state avvisate con largo anticipo, ma la responsabilità ricadrà anche su chi applica i prodotti. L’uso di smalti o gel contenenti Tpo e Dmta sarà considerato fuori legge . Cosmetica Italia ha già avviato la comunicazione alle aziende. Ma l’impatto sarà notevole: per i saloni e le estetiste, è il momento di aggiornare magazzini, fornitori e routine.
Quella che sembrava una semplice tendenza estetica, si è trasformata in un fenomeno globale ad alto rischio. La Commissione Europea ha deciso di mettere la salute al primo posto, e il settore beauty è chiamato a rispondere: più trasparenza, meno tossicità, stessa creatività. Chi saprà reinventarsi, vincerà la partita.
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