di Ennio Bassi

La premier ha scelto la vetrina del Meeting di Comunione e Liberazione per rilanciare la visione internazionale del suo governo e marcare le distanze da Bruxelles.  Sul fronte interno

Israele, Ucraina, Unione Europea e le parole di Mario Draghi. Giorgia Meloni sceglie la vetrina del Meeting di Comunione e Liberazione per rilanciare la visione internazionale del suo governo e marcare le distanze da Bruxelles. Sul conflitto in Medio Oriente, pur confermando il sostegno a Israele, la premier riconosce che “la reazione è andata oltre il principio di proporzionalità”. Rivendica poi il protagonismo italiano nella crisi ucraina e, sul futuro dell’Ue, sposa senza esitazioni l’analisi del suo predecessore a Palazzo Chigi : “Rischia l’irrilevanza geopolitica”.

Accolta con applausi dalla platea di Rimini, Meloni ha alternato toni accorati a quelli più combattivi, parlando anche di riforme interne, immigrazione, giustizia e sostegno al ceto medio. Ma è soprattutto il piano internazionale a catalizzare l’attenzione: un’area dove, secondo la premier, il suo esecutivo avrebbe smentito i pronostici negativi.

Gaza e Israele: “Troppe vittime, anche cristiane”

“Siamo stati tra i primi a sostenere il diritto all’autodifesa di Israele dopo l’orrore del 7 ottobre. Ma oggi non possiamo tacere davanti a una reazione che ha superato il principio di proporzionalità, mietendo troppe vittime innocenti e coinvolgendo anche le comunità cristiane.”, ha detto la premier che,  pur senza rompere con Tel Aviv e allineandosi alle crescenti preoccupazioni internazionali per l’alto numero di vittime civili, è tornata a invocare un “cessate il fuoco” e la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas. “Siamo il primo Paese non musulmano per evacuazioni sanitarie da Gaza. C’è chi scrive mozioni, e chi salva bambini. Io sono fiera di far parte dei secondi”, ha tenuto anche a sottolineare. E non è mancato un pensiero ai giornalisti uccisi sul campo: “Condanniamo l’ingiustificabile uccisione dei cronisti. È un inaccettabile attacco alla libertà di stampa e a chi rischia la vita per raccontare il dramma della guerra.”

Ucraina: “La nostra proposta per Kiev è sul tavolo”

Sul fronte ucraino, la premier ha respinto le accuse di debolezza in politica estera e rivendicato anche qui l’impegno italiano: “La nostra proposta del modello articolo 5 della Nato per le garanzie di sicurezza a Kiev è la principale sul tavolo. È un possibile contributo alla pace, e dobbiamo esserne fieri.” Una presa di posizione che intende riaffermare il ruolo del governo italiano nei negoziati internazionali, proprio mentre l’attenzione dell’opinione pubblica sembra in parte spostarsi altrove.

Europa: “Draghi ha ragione, Ue incapace di reagire”

Ma forse il passaggio politicamente più forte del discorso è arrivato quando Meloni ha citato, facendolo suo, l’allarme lanciato da Mario Draghi nei giorni scorsi, sempre dal palco di Rimini. “L’Ue è sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica”, ha detto, “incapace di rispondere alle sfide di competitività poste da Cina e Usa, come ha giustamente rilevato Draghi.” Poi la stoccata rivolta a una certa sinistra: “Molte delle critiche che ho sentito in questi giorni le condivido da anni. Tanto che venivo attaccata proprio da chi oggi si spella le mani.” E sempre sul fronte della politica interna, Meloni ha ribadito la linea dura del governo su immigrazione e giustizia. “Non c’è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano”, ha detto, promettendo di andare avanti con la riforma della giustizia “nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati”. Poi un annuncio e una promessa: un piano casa “a prezzi calmierati” per le giovani coppie, da lanciare in collaborazione con il vicepremier Salvini, nell’ambito di una strategia per “ricostruire una società amica della famiglia e della natalità”. Infine, un passaggio sull’istruzione: “L’Italia è l’ultima nazione in Ue senza una vera parità scolastica. È ora di garantire piena libertà educativa alle famiglie.” ha rimarcato. Infine nel chiudere il suo intervento, Meloni ha voluto tracciare la filosofia politica che, a suo dire, ispira l’azione del governo: “Il campo in cui abbiamo scelto di stare non è quello delle ideologie, delle utopie, di chi vuole modellare la realtà. È il campo del reale, perché mille miliardi di idee non valgono una sola persona. Per loro bisogna vivere e morire.”

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