di Velia Iacovino


“Spesa per interessi più alta di scuola e difesa”. Il governo chiederà la fiducia l’8 settembre su un piano da 44 miliardi. Le opposizioni: “Inaccettabile, si vada al voto”

“Il nostro Paese è in pericolo”. Con queste parole drammatiche, il primo ministro francese François Bayrou ha lanciato l’allarme in conferenza stampa da Parigi: la Francia è sull’orlo del sovraindebitamento e, secondo il premier, è necessario agire “senza alcun ritardo”.I numeri parlano da soli: 12 milioni di euro all’ora è il ritmo con cui, in media, il debito pubblico è cresciuto negli ultimi vent’anni. In totale, 2.000 miliardi di euro in vent’anni: 1.000 tra il 2005 e il 2015, altri 1.000 tra il 2015 e il 2025. “La dipendenza dal debito è diventata cronica”, ha detto Bayrou, ammonendo che la spesa per interessi nel 2025 sarà la voce di bilancio più pesante, superiore persino all’Istruzione e alla Difesa.

Per affrontare l’emergenza, Bayrou ha annunciato che il governo si presenterà l’8 settembre davanti all’Assemblea Nazionale per discutere la fiducia su un piano d’urgenza da quasi 44 miliardi di euro per ridurre il deficit pubblico. Solo dopo l’eventuale approvazione si discuteranno i dettagli delle misure. Ma l’esecutivo si prepara a un percorso in salita. I socialisti hanno già definito “inimmaginabile” votare la fiducia, mentre Marine Le Pen e il Rassemblement National hanno annunciato il voto contrario e chiesto lo scioglimento dell’Assemblea: “Solo nuove elezioni possono restituire ai francesi la possibilità di scegliere il proprio destino”.

Intanto, i mercati hanno reagito con nervosismo alle parole del premier, segno della crescente tensione intorno alla tenuta economica e politica del Paese. Bayrou, però, resta fermo: “Non permetterò che la Francia sprofondi. Ignorare questo pericolo significherebbe non uscirne più”.

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