di Carlo Longo
Hamas avrebbe accettato una proposta di tregua di 60 giorni con rilascio di ostaggi e aiuti umanitari. Intanto Israele accelera il piano di evacuazione di Gaza City, mentre cresce la tensione internazionale
Mentre i bombardamenti continuano a colpire la Striscia di Gaza, Hamas avrebbe dato il via libera a una nuova proposta di cessate il fuoco. Secondo quanto riportato da fonti vicine al movimento e rivelato da Al Jazeera, i negoziatori hanno informato i mediatori internazionali di aver accettato i termini dell’intesa.
La bozza prevede un cessate il fuoco della durata di 60 giorni, il rilascio di dieci ostaggi israeliani ancora in vita e la restituzione di diciotto corpi. Parallelamente, l’accordo permetterebbe l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia, coordinati da Nazioni Unite e Mezzaluna Rossa. I colloqui per porre fine al conflitto inizierebbero contestualmente alla tregua.
Le dichiarazioni di Trump
Sulla questione è intervenuto anche l’ex presidente americano Donald Trump. Attraverso il suo social network Truth, ha dichiarato che il ritorno degli ostaggi potrà avvenire solo con la sconfitta totale di Hamas, sottolineando che un’azione rapida aumenterebbe le possibilità di successo.
Il piano dell’esercito israeliano
Nonostante i tentativi di mediazione, l’esercito israeliano prosegue con la propria strategia. Secondo quanto riportato dal ministero della Salute di Gaza, gli ultimi raid avrebbero causato la morte di almeno 17 persone, a cui si aggiungono cinque vittime di malnutrizione, tra cui due bambini.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno approvato un piano per evacuare completamente Gaza City entro due mesi. Una volta svuotata, la città sarà circondata e occupata militarmente. Padre Gabriel Romanelli, parroco locale, ha confermato che stanno iniziando a distribuire tende, ma resta l’incognita su dove possano trovare rifugio i 2,3 milioni di abitanti della Striscia.
Il caso di Marah Abu Zahri
Al centro delle tensioni internazionali c’è anche la vicenda di Marah Abu Zahri, la ventenne palestinese trasferita in Italia per ricevere cure all’ospedale di Pisa e morta due giorni dopo il ricovero. I medici hanno parlato di un “grave deperimento organico”, aggravato dalle condizioni di estrema debolezza dovute a mesi di malnutrizione. La madre ha raccontato che la giovane, per cinque mesi, aveva assunto soltanto tè e qualche biscotto, perdendo oltre 20 chili.
Gli esami clinici avrebbero escluso la leucemia come causa del decesso, contrariamente a quanto dichiarato dal Cogat, l’ente israeliano che gestisce le questioni umanitarie. Secondo lo stesso organismo, inoltre, l’evacuazione poteva avvenire prima, poiché Israele avrebbe proposto diverse date per il trasferimento, attribuendo così responsabilità anche al governo italiano.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Nuova proposta di cessate il fuoco a Gaza: Hamas accetta, ma Tel Aviv prepara l’evacuazione proviene da Associated Medias.

