di Velia Iacovino
Qui si gioca il futuro del Pd tra veti incrociati, strategie nazionali e l’impasse della Schlein. L’attacco dei Meloniani: “Decaro usa la Puglia solo come trampolino di lancio per ambizioni nazionali”
Antonio Decaro non ci sta. L’eurodeputato ed ex sindaco di Bari ha fatto un passo indietro dalle ambizioni personali per troppo tempo, ma ora alza la posta: “Se Emiliano e Vendola saranno in lista, io non mi candido”. Una dichiarazione che scuote il Partito Democratico pugliese e suona come un grido di guerra, mettendo in evidenza la crisi interna che rischia di compromettere la tenuta del centrosinistra nella regione. E non solo. Il nodo della questione è semplice ma delicato: Michele Emiliano e Nichi Vendola, protagonisti indiscussi della “Primavera pugliese”, non vogliono rinunciare a un posto nel Consiglio regionale. Emiliano rivendica il suo diritto costituzionale a candidarsi, mentre Vendola mantiene la sua autonomia politica. Nel mezzo, Decaro si ritrova a rappresentare una nuova generazione che vuole cambiare pagina, ma non riesce a liberarsi dei vecchi elefanti ingombranti che non intendono rinunciare al loro potere.
La partita delle candidature alle regionali in Puglia è dunque molto più di una semplice questione locale: è un banco di prova cruciale per il futuro del Ps e del centrosinistra italiano. La Puglia, roccaforte storica del partito, rischia infatti di vedere incrinata la propria unità proprio nel momento in cui serve coesione per fronteggiare un centrodestra agguerrito e sempre più compatto. Le mediazioni, come quelle tentate da Carlo Salvemini e Francesco Boccia, non hanno ancora trovato una soluzione che accontenti tutte le parti, e la segreteria nazionale si trova a dover gestire una situazione di alta tensione. Il rischio è che lo scontro interno porti a una frattura insanabile, indebolendo il partito in una regione chiave.
Questa crisi pugliese si riflette inevitabilmente sulle dinamiche interne della segreteria nazionale guidata da Elly Schlein. La difficoltà nel gestire le ambizioni e le resistenze di figure così influenti come Emiliano e Vendola mette alla prova la capacità di comando e di mediazione del partito a livello centrale. La segretaria si trova a dover bilanciare il desiderio di rinnovamento rappresentato da Decaro con la realtà politica fatta di “vecchie glorie” che ancora detengono un peso importante sul territorio. Il rischio è che un eventuale fallimento nella risoluzione di questa spaccatura possa minare l’autorità della segreteria e compromettere la strategia complessiva del Pd. La partita in Puglia, infatti, assume un valore simbolico: se il partito non riesce a gestire la situazione nel suo “fortino” storico, come potrà affrontare con successo le sfide più ampie che lo attendono?
A intorbidire ulteriormente le acque una dichiarazione congiunta arrivata dal gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Renato Perrini e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro, Tommaso Scatigna e Tonia Spina) : “Anche le ultime notizie confermano la nostra tesi: il giovane Antonio Decaro, candidato in pectore alla presidenza della Regione Puglia, sta facendo di tutto per togliersi di dosso l’odore ancestrale del suo creatore (Michele Emiliano), e, forte dell’ultimo successo editoriale, decide di essere ‘vicino’ al nuovo asse (Conte&Renzi), con una strategia politica che ha ben chiaro in mente: la presidenza della Regione Puglia è il trampolino di lancio segretario Nazionale del Pd, e in seguito a candidato premier. Insomma, la Puglia e i pugliesi sono solo un ‘passaggio’ per ben altra carriera politica. Ma una domanda però giunge spontanea: il nostro prode combatterà per il Regno di Puglia con il paracadute, come già fatto quando scese in campo per il Comune di Bari, per succedere al suo creatore, oppure, dato che é il moderno paladino dei Sindaci, lascerà lo scranno di Bruxelles 1 minuto prima di accettare la candidatura a Zar di tutte le Puglie e successivo Anschluss della Segreteria Nazionale del PD? “Perché solo dimettendosi prima dimostrerebbe di essere ‘vicino’ ai tanti Sindaci, di cui saranno piene le sue liste, che dovendo dimettersi prima della candidatura, lasceranno intere comunità senza guida, in un perenne stato di competizione elettorale. Su questo crediamo che i pugliesi esprimeranno il loro dissenso, nei confronti di chi sequestra il voto degli elettori non al fine di portare a termine il mandato ricevuto, ma al solo scopo di esaudire la propria voglia di lavorare per ambire a cariche più remunerative e di gestione del potere smisurata.”
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Regionali. La matassa pugliese: Emiliano e Vendola non mollano, Decaro non ci sta proviene da Associated Medias.

