di Redazione
Oggi due videoconferenze chiave tra leader Ue e Stati Uniti prima del vertice, mentre cresce la preoccupazione per la possibile legittimazione politica di Mosca.
Ultimo tentativo prima del vertice in Alaska. Giorgia Meloni ha chiamato Donald Trump per ribadire la posizione europea: la Ue e l’Ucraina devono essere parte attiva del negoziato con la Russia. Ma il presidente americano è rimasto fermo nelle sue posizioni, confermando che Zelensky non sarà presente all’incontro del 15 agosto in Alaska con Vladimir Putin, ma che la prima telefonata al termine del vertice sarà con lui e subito dopo con tutti i partner europei.
Nel frattempo, si apre oggi una nuova giornata di consultazioni internazionali. Alle 14 si terrà una prima videoconferenza tra i leader europei – tra cui Meloni, Macron, Merz, Starmer, Tusk e Orpo – con la partecipazione della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, del presidente del Consiglio Ue Antonio Costa e del nuovo segretario generale della Nato Mark Rutte. Alle 15 è previsto un secondo round con gli Stati Uniti, che vedrà collegati anche Trump, il vicepresidente J.D. Vance e, in un secondo momento, Zelensky.
Si tratterà, con ogni probabilità, dell’unico momento di confronto multilaterale prima del faccia a faccia tra Trump e Putin. Un vertice che desta non poche perplessità in Europa, preoccupata che l’assenza dell’Ucraina e dell’Ue possa offrire a Mosca una forma di legittimazione politica. “Non bisogna fidarsi di Putin”, ha detto il premier britannico Keir Starmer, mentre da Varsavia il polacco Donald Tusk ha avvertito: “Non possiamo permettere alla Russia di ridefinire i confini impunemente”.
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